sabato 11 febbraio 2012

C' ERA UNA VOLTA ...IL Romanzo "ROSA"...


Il romanzo “rosa” è un genere letterario ,  che narra vicende amorose e passionali, in genere a lieto fine ; Il romanzo rosa , inizialmente , assume la struttura tipica del feuilleton ( romanzo popolare , che abbina la letteratura al giornalismo ,largamente diffuso nella seconda metà dell'Ottocento ,storie di tipo consolatorio e compensatorio, imperniate sulla dicotomia buoni/cattivi, e situate in ambientati degradati e squallidi. Maestro del genere è Octave Feuillet ,1821-1890, con Il romanzo di un giovane povero.) , dove la coppia in antitesi è sempre quella lui/lei e dove la risoluzione finale del conflitto non si ottiene con la morte di uno dei due, bensì con la riconciliazione che origina il lieto fine. Perchè se il feuilleton poteva originare finali caratterizzati da catastrofi (fisiche, morali, esistenziali), il romanzo rosa ha sempre un lieto fine.
Tanto per eliminare un poco di confusione di termini, il romanzo rosa è tuttora denominato feuilleton (e pazienza se si perde la differenza) oppure romanzo d'appendice poichè usava pubblicarlo a puntate in appendice a giornali e riviste, e a seconda del gradimento dei lettori veniva in seguito pubblicato in volume.
La nascita del romanzo rosa non è ovviamente definibile con una data precisa, non essendo precisi i confini del genere, anche perchè gli autori di fine secolo XIX - pur considerati di alta letteratura - possono cimentarsi nel feuilleton (un esempio per tutti, Le lys rouge di Anatole France), così come autori di romanzi popolari possono scivolare senza accorgersene nel rosa (ed è il caso di George Ohnet, soprattutto nel titolo che lo ha reso immortale, Le Maître de forges).  
 Se alcuni sostengono che la patria del genere sia la  Francia , dove ai primi del Novecento, Delly (pseudonimo dei fratelli Jeanne-Marie 1875-1947 e Frédéric Petitjean de la Rosière 1876-1949,pubblicato in Italia nella collana “le signorine della Salani” ),lo porta alle supreme vette della semplificazione, che si limita allo schema innamoramento/conflitto/sposalizio spesso privo di contorno.
Altri ritengono che sia la Gran Bretagna con il romance, o romanzo romantico: solitamente ambientato nel periodo della Reggenza, ha per protagonisti aristocratici, duchi e principesse, uomini affascinanti, coraggiosi, impulsivi, e donne bellissime, virtuose e fiere. A comporre la storia d'amore concorrono elementi tipici del romanzo d'avventura (rapimenti e congiure, fughe notturne, duelli) e della commedia degli equivoci (tradimenti, agnizioni, intrighi). Ne sono progenitrici Georgette Heyer (1902-74) e Constance Heaven (1913) - quest'ultima più incline al melodramma e al mistero - che si sono ispirate ai modelli di Jane Austen, per quanto riguarda gli intrecci e l'analisi dei rapporti tra valori sociali e valori personali, e al romanzo gotico quanto riguarda l'ambientazione e i personaggi: castelli, monasteri, abbazie in rovina, fanciulle perseguita fattucchiere, zingari. 

A consacrare definitivamente la letteratura rosa è stata Barbara Cartland (1901-2000), che ne ha codificato lo schema «vincente»: un uomo - bello, ricco, di nobile lignaggio - e una donna - bellissima, vergine e di grande forza d'animo - si amano; il loro amore è romantico e appassionato, ma non vi è sesso (valore principe dei romanzi della Cartland, infatti, è la castità prematrimoniale); fattori esterni - guerra, malattie, disgrazie, differenza di ceto sociale - mettono a repentaglio il sentimento che li unisce, il quale alla fine trionfa su ogni ostacolo e i due convolano felicemente a nozze. Con i suoi oltre settecento libri la Cartland ha valicato i confini inglesi cogliendo un successo senza precedenti e diffondendo la l.r. in tutto il mondo.
Tra le autrici italiane, la regina incontrastata del rosa è indubbiamente Liala (pseudonimo di Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi 1897-1995, il cui nome d’arte fu coniato per lei da Gabriele D’Annunzio), autrice di oltre ottanta romanzi che hanno venduto milioni di copie. La sua particolarità è l'ambientazione: il mondo della marina o dell'aviazione, durante la prima guerra mondiale. Ricordiamo anche JOLANDA (1864 - 1917), Anna Vertua GENTILE(1845 - 1926),Annie Vivanti (1868-1942), Clarice Tartufari(1868-1933), Maura (Maria Volpi 1892-1940) , che divennero conosciute grazie a case editrici cone la Sonzogno e la Salani che negli anni trenta pubblicarono delle Collane dedicate al genere come ad esempio La Biblioteca delle Signorine (Salani), conosciuti anche come i Romanzi della Rosa , dal logo impresso sulla copertina in tela rosa , che li distingue, oppure la biblioteca romantica economica (Sonzogno) 
 . 








Ma è negli anni '70-'80 che avviene il boom  del genere :nel 1981 nasce Harmony, joint venture tra la Arnoldo Mondadori Editore e la Harlequin Enterprises, sul cui modello si costruisce. Oggi la Harmony conta venti collane, all'interno delle quali i libri escono con una periodicità che varia dal bisettimanale al bimestrale. Negli ultimi anni una nuova impronta al genere è stata data da altri editori: tra le firme più significative delle nuove tendenze Sveva Casati Modignani - pseudonimo di Bice Cairati e Nullo Cantaroni (quest'ultimo venuto a mancare nel 2004), autori di sedici romanzi di grande successo commerciale - e Mara Venturi, che ha iniziato a scrivere dietro suggerimento di Italo Calvino ed è stata definita da Alberto Bevilacqua la «Sandokan dei sentimenti»; oltre che di molti romanzi vendutissimi è autrice anche di serie televisive e di sceneggiati.
Negli Stati Uniti il genere diventa rapidamente un business, tanto che negli anni '50 nasce la prima casa editrice specializzata, la Harlequin, che si avvia rapidamente a conquistare il monopolio del mercato. Il romanzo rosa americano presenta subito caratteristiche diverse dal romance inglese. Rimane ovviamente fisso il canovaccio narrativo, ma l'ambientazione è spesso contemporanea e le protagoniste femminili non sono più donne idealizzate, «senza macchia e senza paura», ma eroine a volte ciniche e spregiudicate, che cercano l'emancipazione, il riscatto e l'affermazione di sé attraverso l'amore. Negli anni '70-'80 nascono i cosiddetti bodice rippers (letteralmente «strappa corsetti», attività prediletta dei loro protagonisti maschili); con Rosemary Rogers e Jennifer Wilde per la prima volta l'erotismo entra nella l.r. e i protagonisti hanno una significativa mutazione: lui è un uomo maturo, lei una giovane donna intraprendente. Una decina di anni dopo - complice la rapida espansione di Harlequin e l'affinamento delle sue strategie editoriali - il genere compie un'altra «svolta» rilevante: pur rimanendo fedele alla formula di base con l'happy end assicurato, introduce temi più «realistici» come il divorzio, gli abusi, le famiglie allargate, la carriera. La fine dell'astratto «sogno d'amore» e l'acquisizione di un più stretto legame con il vissuto spingono la l.r. fuori dai suoi stretti confini, a cercare contesti e registri narrativi nuovi, spesso ibridandosi con altri generi letterari come il thriller, la commedia, il romanzo storico, d'avventura, esoterico e altri.


Attualmente Harlequin pubblica circa settanta romanzi rosa al mese, diversificati in «serie» secondo il genere: si tratta di libri a foliazione ridotta, prezzo contenuto, con uscita fissa più volte al mese. Oltre a questi vi sono anche romanzi più lunghi, non facenti parte di alcuna collana, detti single title. Campionessa di vendite del momento è Nora Roberts, ma viene spesso insidiata da Daniele Steel, Barbara Taylor Bradford, Jackie Collins e altre, autrici di romanzi che sconfinano verso la cosiddetta women's fiction, ossia narrativa rivolta a un pubblico femminile, che non racconta necessariamente una storia d'amore, non segue uno schema fisso e presenta solitamente una caratterizzazione più approfondita e vicende più articolate, dando quindi luogo anche a libri più «corposi» dei classici rosa.

Nell'ultimo decennio è esploso il fenomeno, di matrice anglosassone, della chick-lit - letteralmente «letteratura per pollastrelle» (da chick, diminutivo di chicken, «pollo», ma nello slang «ragazza», e lit diminutivo di literature) - che ha preso avvio da una rubrica firmata dalla giornalista inglese Helen Fielding sulle pagine dell'«Indipendent»: «Il diario di Bridget Jones», diventata poi, con lo stesso titolo, un libro (1996) e infine un film (2001) di successo mondiale. Gli ingredienti della chick-lit sono: una giovane protagonista single, afflitta da qualche chilo di troppo o da altre «imperfezioni», perennemente insicura, romantica e un po' goffa; una verve ironica e scanzonata; la caparbia ricerca dell'uomo ideale; Mieto fine, che non è l'altare, ma molto più spesso un'autoaffermazione della donna, che acquista finalmente fiducia in sé. Oltre a Helen Fielding, sono autrici di chick-lit Sophie Kinsella, Jennifer Weiner, Candace Bushnell, Melissa Bank e Anna Maxted. In Italia ha successo, in questo filone, Stefania Bertola.
Il dilagare del fenomeno ha indotto Harmony a lanciare «Red Dress Ink», una collana interamente dedicata alla chick-lit. Il successo internazionale di questo tipo di narrativa - che per le sue caratteristiche è considerata più vicina alla women's fiction che alla l.r. - è da ascrivere alla sua capacità di restituire il senso d'incertezza e precarietà che caratterizza la generazione delle «quasi trentenni» e alla sua peculiare «ricetta» per la felicità. Diretta emanazione della chick-lit è, infine, la neonata mummy lit, ovvero: Bridget Jones dieci anni dopo... non più «pollastrella» bensì mamma. Anche nella mummy lit l'happy end è la ritrovata fiducia in sé, attraverso la consapevolezza... degli anni passati.(
www.parados.it)


DELLYpseudomino di Jeanne  Henriette Marie Petitjean de la Rosiere (1875-1947) e del fratello Frédérick (1876-1949) 

romanzo di Delly è il romanzo rosa per antonomasia.
Si potrebbe dire un nome una garanzia.
Nel vasto panorama della letteratura popolare sentimentale che va da metà
Ottocento alla Seconda Guerra Mondiale, non escludendo gli epigoni contemporanei,
Delly è sicuramente il più noto e il più amato degli autori del genre.
Nulla togliendo ad altri autori famosi, come Octave Feuillet e Carolina Invernizio artefici del feuilleton tragico ottocentesco, oppure alle inglesi Elynor Glyn e Barbara Cartland, che inseriscono quel tocco particolare di morbosità, oppure alle ben note tedesche Elisabeth Werner e Hedwig Courths-Mahler, regine incontrastate della felicità borghese, Delly riesce a superare tutti per l'irresistibile
leggerezza delle trame, per l'assurdità dei dialoghi, per l'efferatezza
del personaggio cattivo opposta alla luminosità dell'eroina.
 Delly riesce a farci sognare.Tutte, almeno una volta, ci siamo immedesimate in una qualche
eroina di Delly, sognando di essere prese tra le braccia da quel sublime
bruto che nonostante tutto ci fa così soavemente palpitare
.
E
che dire dell'eroina?, sempre uguale a se stessa, sempre bellissima, poverissima,
buonissima. E aggiungiamo: castissima, ignorantissima in materia d'amore
e anche di sesso. A dire il vero ci pare normale che a fine Ottocento
una signorina come Marie Delly, che vive ritirata in casa propria senza
mai metterne fuori il naso, ignori certi fatti della vita, se è
vero che in Fiori del chiostro, fiori del focolare l'eroina, che
ha dei dissapori col marito e quindi ne sta alla larga, rimanga poi incinta
... ma proprio in questo risiede il fascino straordinario di questi romanzi
che di romanzesco non hanno nulla ma di fiabesco tanto, e che ci lasciano
sognare di un mondo diverso, irreale, dove tutto finisce bene. Sostanzialmente
è questo il motivo per cui si leggono i romanzi rosa: per evadere
dalla dura realtà del mondo in cui viviamo e passare due ore felicemente
immersi tra le nuvole. E siccome tutte le nuvole hanno delle sfumature
di colore diverso, quelle originate da Delly sono incontrovertibilmente
rosa.

LIALA
Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi nasce a Carate Lario il 4 marzo 1897 da una famiglia colta e benestante,che vanta tra i suoi antenati Felice Romani, librettista di Vincenzo Bellini.
La giovane Amalia compie gli studi che all’epoca si addicono a una giovane donna del suo rango, studiando al liceo classico, poi giovanissima sposa il marchese Pompeo Cambiasi, più anziano di lei di molti anni e Ufficiale della Marina.
Grazie a questo matrimonio viene introdotta negli ambienti della Marina, che faranno da sfondo a quasi tutti i suoi romanzi. La futura scrittrice si fa conoscere anche per le sue stravaganze ( per l’epoca ovviamente), infatti guida da sola l’auto rifiutando l’autista, indossa spesso pantaloni…insomma tutte cose insolite per le donne dell’epoca, anche se grazie ad alcune pioniere questi comportamenti stanno iniziando a vedersi in giro.
Ma il suo anticonformismo diventa evidentissimo quando si innamora, ricambiata, del pilota d’idrovolanti Vittorio Centurione Scotto, e prende seriamente in considerazione l’ipotesi di divorziare dal marito.
 I due innamorati sono davvero decisi a compiere il grande passo nonostante l’ostracismo delle famiglie (Vittorio è anche marchese, e la famiglia Negretti rifiuta Amalia per timore dello scandalo), della società (siamo negli anni ’20: un divorzio è una tragedia!) e della stessa Marina, che all’epoca controlla che le vite private dei suoi uomini siano ineccepibili; paradossalmente solo il marito tradito e abbandonato di Amalia dimostra comprensione per lei e la lascia libera di decidere.
Purtroppo però nel 1926 il sogno si spezza: Vittorio precipita con l’idrovolante e muore durante un allenamento. E’ probabilmente il dolore più grande della vita di Amalia, che difatti si ammala al punto che i famigliari addirittura temono per la sua vita. Pian piano però ne esce, anche grazie all’aiuto del marito che non l’ha mai abbandonata; per superare il dolore comincia a scrivere la sua storia d’amore, trasferendo sulla carta personaggi e ambienti veri, ma soprattutto i sentimenti e le emozioni provati. Da questo esperimento di scrittura catartica nasce il suo primo romanzo SIGNORSI', che viene pubblicato dalla casa editrice Mondadori nel 1931. Il romanzo in breve ottiene un discreto successo, tant’è vero che la neo scrittrice si conquista subito un ammiratore d’eccezione, Gabriele D’Annunzio, che vuole conoscerla, incuriosito dal fatto che una donna parli nei suoi romanzi con tanta competenza del mondo dell’aviazione e della Marina. E' proprio lui a coniare lo pseudonimo con cui da allora in poi Amalia pubblica i suoi romanzi, Liala: ”perché nel tuo nome ci sia sempre un’ala” così le augura il Vate.
E forse prendendo come di buon auspicio l’ammirazione di un così grande personaggio per la sua opera, da allora la giovane scrittrice pubblica come Liala, divenendo nel tempo la più importante autrice di romanzi rosa in Italia, conosciuta e apprezzata per i valori semplici e tradizionali molto in voga in Italia fino alla fine degli anni ’60 circa, oltre che per uno stile descrittivo elegante e accurato ma che allo stesso tempo si rivolge a un pubblico di donne molto vasto, che comprende anche casalinghe, popolane e in genere quindi facilmente comprensibile, nonostante a volte cada nella verbosità e incappi in facili pregiudizi. Per esempio la donna "libertina" - che spesso è semplicemente la ragazza vivace a cui piace flirtare coi giovanotti, vestire con pantaloni, fumare o nei casi audacissimi andare a vivere da sola, oppure che fa un mestiere scandaloso tipo la soubrette o la ballerina - è quasi sempre destinata a una fine se non brutta (come in LA MERAVIGLIOSA INFEDELE) comunque non lieta o tutt'al più di comodo, mentre l’amore vero e il lieto fine arridono all’eroina dolce e pura; oppure in alcuni romanzi si può notare come i tradimenti da parte dell’uomo vengano considerati solo tradimenti del corpo, che non mettono in pericolo quindi la vita di coppia, mentre quelli della donna sono peccati difficili da perdonare, e l’uomo che lo fa è solo grazie alla sua nobiltà d’animo (caso estremo di questa ultima teoria è IL PECCATO DI GUENDA).
Nonostante ciò Liala è un’autrice che vuol bene ai suoi personaggi,non li giudica e si cura in modo approfondito della loro personalità,mostrandoli al lettore per come sono.
Altra caratteristica per cui va famosa sono gli improbabili e spesso stranissimi nomi dei suoi personaggi, soprattutto donne: Antinisca, Morello, Fulgenzia, Pervinca ecc…
Dopo la tragica fine del suo grande amore e il superamento della conseguente depressione, Liala si riappacificò col marito Pompeo e ricostruì il suo matrimonio, dal quale nacquero le sue figlie Primavera e Serenella, e visse sempre in maniera discreta e normale nonostante la sua fama, ciò secondo le fonti ufficiali ,ma  in realtà pare che  la scrittrice visse dal 1930 al 1948 una grande storia d'amore con il ten. col. pilota Pietro Sordi, eroe del primo conflitto mondiale.
 All’inizio della relazione Pietro Sordi fornì a Liala un forte sostegno morale e materiale e contribuì all’affermazione della scrittrice, il cui successo fu in parte dovuto alla scelta di ambientare i suoi romanzi nel mondo dell’Aeronautica Militare, assai popolare al tempo. Frutto del loro amore e della loro collaborazione, nel 1931 uscì il primo romanzo di Liala, Signorsì. Pietro Sordi fu costretto a congedarsi nel 1932, pur essendo all’epoca uno degli ufficiali piloti più esperti e decorati: non era ammissibile che un ufficiale convivesse con una donna separata. Sul finire degli anni Trenta, Liala, per sposare Pietro Sordi, fece di tutto per ottenere dalla Sacra Rota l’annullamento del matrimonio con il conte Pompeo Cambiasi, ma non riuscì perché il marito risultò irreperibile. Nel 1949 Liala e Pietro Sordi decisero di separarsi perché le figlie della scrittrice non andavano d’accordo con lui. Dall’anno successivo Liala iniziò a indicare come suo ispiratore il marchese Vittorio Centurione Scotto, un noto pilota militare perito tragicamente nel 1926, cinque anni prima che uscisse il suo primo romanzo. Questa versione è entrata nella storia ufficiale, anche se Vittorio Centurione era innamorato e desiderava sposare la contessina Vittoria Guerrieri Mirafiori, cugina del re Vittorio Emanuele III.
La versione ufficiale individua dunque l’ispiratore di Liala in un ricchissimo e nobile ligure, mentre in realtà Pietro Sordi proveniva da una famiglia toscana di estrazione contadina. 
 All'epoca in cui conobbe Liala, egli era uno degli ufficiali piloti in assoluto più decorati ed esperti dell'Aeronautica Militare. Pietro Sordi certamente non ignorava quale serio pericolo comportasse per la sua carriera militare la relazione che aveva avviato con una donna separata: traccie di questo importante problema affiorano anche in alcune opere della scrittrice.
Il rapporto fra Liala e Pietro Sordi fu “coniugale” e non clandestino: tutti, compresi gli editori e fra questi Arnoldo Mondadori, sapevano che accanto a Liala viveva il “marito” Pietro Sordi. Ella firmava con il cognome Sordi anche i contratti di edizione.
Solo conoscendo la vera storia si possono capire alcuni aspetti della produzione letteraria di Liala: perché dopo il 1949 i suoi romanzi non sono più ambientati nel mondo dell’Aeronautica, perché fino a tale data ella indulgesse anche nella descrizione di ambienti non altolocati, perché i protagonisti dei suoi romanzi fossero a volte piloti toscani di origine non nobile, perché in alcune sue novelle chiaramente autobiografiche parla di “mio marito Pietro”, perché Fiaccanuvole nella versione originale del 1936 è dedicato “a Pietro”, e via dicendo.( vedi link :
www.mestice.it/aviatore/)
Nel 1968 si stabilì nella villa chiamata LA CUCCIOLA a Varese, dove continuò la sua attività di scrittrice fino al 1985, quando pubblicò il suo ultimo romanzo FRANTUMI DI ARCOBALENO..
E’ morta nel 1995.

Opere :
Signorsì, Milano-Verona, A. Mondadori, 1931.
Sette corna, Milano-Verona, A. Mondadori, 1934.
L'ora placida, Milano-Verona, A. Mondadori, 1936.
Fiaccanuvole, Milano-Verona, A. Mondadori, 1937.
Buona fortuna. Storia di un cavallo, di un cane e d'un amore, Milano, A. Mondadori, 1938.
Peregrino del ciel, Milano, Sonzogno, 1937.
L'arco nel cielo, Milano, Sonzogno, 1941.
Brigata di ali, Milano, Gloriosa, 1941.
La casa delle lodole, Milano, Sonzogno, 1941.
Farandola di cuori, Milano, Sonzogno, 1941.
Sotto le stelle, Milano, Sonzogno, 1941.
Il tempo dell'aurora
Con l'anima a volo. Novelle,
Dormire e non sognare, Milano-Roma, Rizzoli, 1943.
Donna delizia, Milano, Sonzogno, 1944.
Lalla che torna
Il velo sulla fronte
Il Pianoro delle ginestre, Milano, A. Mondadori, 1944.
Il Sole se tramonta può tornare
I Gelsomini del plenilunio
Ritorna malinconia
Per ritrovare quel bacio
La rosa del fiume
L'azzurro delle vetrate
Non crescono fiori per Abigail
Diario vagabondo
Il Vento inclina le fiammelle
Il peccato di Guenda
Sottovoce o mia Niny
La compagna velata
Melodia dell'antico amore
Quel divino autunno
Le Creature dell'alba
La Più cara sei tu
Amata
Non dimenticare Lietocolle
Good-bye sirena
Di ricordi si muore
Una Notte a Castelguelfo
La Sublime arte di amare
Foglie al vento
Con Beryl, perdutamente
Ombre di fiori sul mio cammino
Frantumi di arcobaleno
Vecchio Smoking
Riaccendi la tua Lampada,Gipsy
Nell'ottobre 2007, è stato pubblicato da Sonzogno Con Beryl, perdutamente, l'ultimo romanzo inedito di Liala. Iniziato negli anni settanta, interrotto a causa della cecità, è stato completato da Mariù Safier, sulla base del racconto che Liala aveva affidato alla figlia, delineandone anche il finale.
Liala rimane, ancora oggi, una delle scrittrici italiane più apprezzate, soprattutto tra il pubblico femminile. Malgrado i suoi racconti appaiano spesso datati e "melensi", è indubbio come abbia saputo coltivare la fantasia di più di una generazione di donne. I suoi libri hanno venduto più di dieci milioni di copie solo in Italia


 un articolo dal quotidiano online di Varese  " La Provincia di Varese ":

"Liala , dalla serie B all'università "

Qual è il segreto dell'immortalità letteraria? Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi, in arte Liala per geniale intuizione dannunziana, se l'è portato con sé, morendo novantottenne, il 15 aprile del 1995, nella villa "la Cucciola" di Varese, fatta costruire con i soldi dei diritti d'autore (era nata sul lago di Como, a Carate Lario, poi Carate Urio, nel 1897, ndr).
In una vecchia intervista televisiva - a occhio della fine dei Sessanta e riversata su You Tube - con una troupe Rai arrivata in forze sul Montello per riprendere la scrittrice nella veranda di casa, è la stessa Liala a svelarlo in parte: «Consiste nell'aver sempre capito le mie lettrici e i loro problemi», rivela sorridendo con la voce fresca di una trentenne. «Ho tanto amato e tanto sofferto per amore, e quando sono guarita di queste ferite ho trovato modo di insegnare agli altri a guarire». Sarà, ma intanto il "mal d'amore" le ha fatto vendere in Italia oltre dieci milioni di copie dei suoi ottanta romanzi, perfino l'ultimo, Con Beryl, perdutamente, pubblicato postumo nel 2007 e terminato dalla giornalista Mariù Safier, è stato in testa alle classifiche di vendita in parecchie librerie.
Per approfondire le ragioni di un successo che il tempo non sembra scalfire, il Dipartimento di Filologia moderna dell'Università Statale di Milano ha organizzato, martedì alla sala Napoleonica di palazzo Greppi, un convegno dal titolo Liala è ancora viva? coordinato da Carlo Lacaita e Vittorio Spinazzola, con interventi di noti studiosi, tra cui: Ada Gigli Marchetti («Liala e il mondo editoriale: una vita tra sogno e realtà»), Arturo Carlo Quintavalle («Le strutture narrative»), Enzo Laforgia («Suggestioni esotiche»), Bruno Pischedda («Signorsì!: Liala, Mondadori e il romanzo rosa-aviatorio») e Cesare De Michelis («Liala che torna: la parola all'editore»).
Proprio da Signorsì, ispirato dal suo amore per Pietro Sordi, aviatore pluridecorato e pubblicato quasi per scommessa da Arnoldo Mondadori nel 1931, incominciò l'inarrestabile ascesa di Liala, con il libro esaurito in venti giorni e la popolarità arrivata da un giorno all'altro e sempre cresciuta, fino a culminare, dal 1946 in poi, nell'uscita della rivista Confidenze di Liala, un giornale fatto su misura con "lezioni di vita" e di stile per ragazze e signore. «Mia madre amava il suo pubblico e ne era ricambiata, era come se le lettrici la vedessero alla macchina per scrivere, si identificavano con lei. Altro che "casalinghe frustrate e manicure senza orizzonti", come ebbe a scrivere Camilla Cederna, chi acquista i libri di Liala non ha certo la zucca vuota come quella di Halloween», dice la figlia Primavera Cambiasi, 87 anni e la stessa verve della mamma.
Il «sortilegio che incatena il pubblico femminile», come recita il sottotitolo del convegno, è fatto di poche cose: una storia ben sceneggiata, protagonisti tratteggiati senza inutili fronzoli, ambienti alto borghesi e aristocratici e, naturalmente, piloti e aeroplani, anzi velivoli, per mantenere il lessico del Vate.
«Quello di Liala è un meccanismo narrativo che funziona come un orologio, la prosa è fresca e attuale», spiega Enzo Laforgia, storico, insegnante al liceo classico «Ernesto Cairoli» di Varese e tra i relatori del convegno milanese. «Le sue sono strutture lineari che si sviluppano in un mondo talmente lontano dal nostro da condurre chi legge quasi in una dimensione onirica. Non pensiamo però a una scrittrice asessuata o per educande: c'è in ogni romanzo una vena erotica e sensuale anche cospicua, un'attenzione particolare, per esempio, all'universo olfattivo, con vere e proprie "lezioni" sull'uso dei profumi e il loro effetto variabile da pelle a pelle». I libri di Liala - all'apice della fama ne scriveva tre all'anno - considerati letteratura di consumo, sono stati ristampati in ogni tipo di edizione, compresa quella per le edicole, ma i primi, ormai introvabili (anche su Maremagnum, il motore di ricerca dei librai antiquari d'Italia, non compare nemmeno una copia della prima edizione di Signorsì) sono oggetto di culto da parte dei collezionisti, come del resto quelli della sua "rivale" Mura, morta tragicamente, per ironia della sorte, proprio in un disastro aereo.
«Leggendo i libri di Liala ho trovato, nei meccanismi narrativi, una certa affinità con quelli di Salgari: descrizioni asciutte, trama essenziale, dialoghi serrati, e sempre un sotterraneo profumo di peccato», afferma Laforgia. «Per azzardare un altro paragone, certe volte mi ricordano i romanzi borghesi di Giovanni Verga. La scrittrice indugia parecchio nelle descrizioni di ambienti sfarzosi, i suoi personaggi frequentano spesso il teatro e commentano gli spettacoli, ma non mancano splendidi affreschi di paesaggio, soprattutto quello amato dei laghi di Varese e Maggiore». In attesa del primo e-book di Liala - ma il catalogo Sonzogno conta tuttora oltre cinquanta suoi titoli - le sue "passioni infocate", come le definì Anna Banti, continuano a far sognare lettrici di ogni età, che vivono, assieme alle protagoniste un interminabile e colorato sogno che non muore all'alba.
 di Mario Chiodetti

mercoledì 8 febbraio 2012

QUANDO LEGGERE FA ....INNAMORARE



"Che senso avrebbe la mia esistenza , se io fossi contenuta tutta qui?
I miei più grandi dolori a questo mondo , sono stati i dolori di  Heathcliff;
io li ho scrutati, e sentiti tutti, uno per uno, sin dal principio : nella mia vita
il più grande pensiero è lui.
Se tutti gli altri perissero e lui restasse anch'io continuerei ad esistere ; e se
tutti gli altri  restassero e lui fosse annichilito, l'universo mi sarebbe completamente
estraneo, non mi sembrerebbe di farne parte.
Il mio amore per Linton è come fogliame del bosco:il tempo lo muterà , ne sono sicura
come l'inverno cambia le chiome degli alberi.
Il mio amore per Heathcliff rassomiglia alle rocce eterne sotto la terra : una sorgente che da'
poca gioia visibile , ma necessaria....
' Nelly , io sono Heathcliff! ' Egli è sempre , sempre nella mia mente : non come gioia , come
io non sono sempre gioia per me stessa, ma come io mio stesso essere.
Quindi  non parlare della nostra separazione : è innatuabile e poi ...

  da " Cime Tempestose" di E.Bronte


..è vano dire che gli esseri umani dovrebbero accontentarsi della quete; gli uomini
hanno bisogno dell'azione , e se non la trovano , la creano.


...qui con te fino al mattino , Jane 'Anch'io , pensai' .
 E forse lo avrei detto ma un lampo livido e accecante guizzò fuori da una nube , seguito da uno schianto, un fragore , e rimbombò vicinissimo al tuono; pensai solo a nascondere gli occhi abbagliati
contro la spalla del signor Rochester .
La pioggia scrosciò improvvisa.
Egli mi spinse in fretta lungo il viale, attraverso il parco, fino a casa;ma eravamo già inzuppati prima di raggiungere la soglia.
Mentre mi stavo togliendo lo scialle e scuotendo l'acqua dai capelli scarmigliati ,la signora Fairfax uscì dal suo salottino.
Dapprima non la vidi nè la vide il signor Rochester .
La lampada era accesa.
Il pendolo suonò mezzanotte.
'Affrettati  a toglierti gli abiti bagnati,' mi disse lui, ma prima che tu vada ,buona notte.... buona notte, mia cara. Mi baciò più volte.
 
da ''Jane Eyre '' di c. Bronte





Londra 1867

'' Sposare te , folletto?'' Wolfe Lonetree scoppiò a ridere forte mentre la faceva volteggiare nella danza. '' Non essere ridicola.Che cosa avrebbe mai da spartire un cacciatore di mustang mezzosangue con 'un aristocratica inglese?
''Sono scozzese , non inglese'' , ribattè automaticamente Jessica Charteris. 




 Ora ,vorrai ammettere quello che io ho sempre saputo? domandò silenziosamente WOLFE a sua moglie priva di conoscenza.Non sei il tipo di donna che può sopravvivere nel West e ancor meno allevarci dei figli.Sei una creatura di merletto e chiaro di luna, un'aristocratica che non avrebbe mai dovuto faticare in vita sua.Tu hai bisogno di un marito ricco e nobile che ti possa avvolgere in sete e velluti e tener lontana da ogni pericolo.
Io non sono quell'uomo e non lo sarò mai .Non posso cambiare come tu non puoi diventare una donna come Willow.
Posso solo cercare di mantenerti in vita finchè la tua cocciutaggine non cederà di fronte alla verità.


''Wolfe'', sbisbigliò lei con una voce roca allungando la mano verso di lui.
''Wolfe' ,tu sei il solo di cui io mi sia mai fidata.
Per favore ,non abbandonarmi al vento.
Mi ruberà la mente esattamente come ha rubato la sua''
il tremore freddo della mano di Jessica sopra al suo braccio colpì Wolfe quanto le parole di lei.
è solo un temporale ,disse rudemente.
''N o'',sussurrò Jessica . '' Le ha portato via l'anima .Non la senti gridare ?Ascolta. è il grido di una donna dannata''.......




Insieme seguirono ruscelli che non avevano nome lungo i fianchi delle montagne, salendo così in alto che gli angeli cantavano in silenzio appena prima che la luna salisse in cielo.
Insieme bevvero l'acqua dei laghi blu come gli occhi di Wolfe e si addormentarono l'uno nelle braccia dell'altra, svegliandosi per trovare i pioppi in fiamme con il primo bacio dell'inverno.
Infine seguirono il sorgere del sole fino alla catena del San Juan.
A un'ora scarsa di cavallo dalla casa di Willow e Caleb, Wolfe e Jessica costruirono la loro dimora lungo le acque chiare del Columbine .
Là Wolfe  parlava ai mustang e Jessica dava la caccia agli arcobaleni viventi nelle pozze profonde del fiume.
Là , sotto un cielo profondo e selvaggio come il loro amore,crearono la nuova vita laddove non ce n'era mai stata prima di allora, ragazzi con la forza fluida di Wolfe e ragazze con il fuoco e la risata argentina di Jessica.
Nella pace e nelle burrasche della loro vita, Jessica fu il sole nel cielo di Wolfe, che portò luce e vita ad Albero solitario.

da " Un amico per marito " di Elizabeth Lowell

lunedì 6 febbraio 2012

INEDITO del LUNEDì : NON è mai troppo tardi (2a parte)



Cari Lettori
è passata un'altra giornata , oggi a Milano nevica , e come al solito fa freddo , ormai  sono acclimatata , ma cinquant'anni fa, quando mi sono trasferita dalla Sicilia , mi sembrava
d' impazzire. Ero abitata al sole , e alle alte temperature , mi mancavano i prati in fiore , i profumati alberi di aranci e limoni, ma soprattutto non avevo un guardaroba adeguato : a Licata a Novembre si poteva girare con un giacchetto, invece a Milano mi sentivo un surgelato, ma poi col passare del tempo , ho apprezzato le grandi qualità di questa città , anche la temperatura , per non parlare della nebbia, che adesso adoro , mi piace camminare tra essa e pensare di essere in un mondo tutto mio oppure tra le nuvole.
Ma non vi voglio annoiare con le mie preferenze sul clima , piuttosto andrei avanti col racconto...

Come vi ho già detto , l'unica persona che credeva in me , mia nonna Adelaide , era morta di polmonite ,potete immaginare , che brutto periodo fu per me : non smisi di studiare , ma non avendo soldi dovevo usare sempre gli stessi libri, e ciò non mi permise di fare altri miglioramenti , la mia vita andò avanti così noiosa e priva di ispirazioni . Mi occupavo dei miei fratelli e delle faccende domestiche , non uscivo di casa ,e mentre le ragazze della mia età avevano un moroso ,io non avevo neppure un amico.
I miei fratelli ,anche se più giovani,  uscivano e frequentavano i loro coetanei, e mai gli veniva in mente d'invitarmi : non voglio fare la vittima , anzi , penso che se avessi avuto anche l'occasione di uscire , non sarei andata ugualmente  . Mi ero adeguata alla mia vita e non avevo alcun stimolo per cambiare , per non parlare che ero alquanto bruttina , a confronto dei miei fratelli , che non erano certo dei modelli , ma avevano presenza : alti, ben piantati  , con una capigliatura nera e folta . Io , purtroppo , avevo preso dalla nonna paterna :bassa , chiatta e scura; cercherò di descrivermi meglio : arrivo appena al metro e sessantadue, all'epoca sembravo ancora più piccola , perchè ero assai formosa , una quinta di reggiseno e fianchi ben arrotondati.Il mio viso , a mio parere , non del tutto inespressivo, era un'ovale perfetto , con due grandi occhi marroni , che trovavo essere la parte più bella di me. Il naso nè grosso , nè piccolo , le labbra troppo carnose per i miei gusti , ma col tempo ho capito che erano apprezzate dai ragazzi . I capelli   ,non so come valutarli  , non erano brutti , del resto avevamo tutti noi , ereditato il colore  e la consistenza da nostro padre , ma mentre quelli dei miei fratelli stavano al loro posto , i miei erano ribelli , non parevano avere pace , sempre in movimento davanti agli occhi : è proprio vero il detto che ogni riccio è un capriccio.Così mia madre , stufa di vedermeli davanti alla faccia , me li legava in una stretta coda di cavallo , che non mi donava , proprio per niente .

Vi chiederete come sono capitata a vivere a Milano , tutto ebbe inizio il giorno del mio ventesimo compleanno:

Ricordo come fosse ieri , era un martedì , e di solito se i compleanni capitavano in giorni settimanali non venivano festeggiati , ma questa volta fu diverso : mio padre era al settimo cielo e non mi aveva fatto sbrigare le solite faccende di casa , ero assai preoccupata per questo , non mi ero mai astenuta dalle mie mansioni , questo voleva dire che qualcosa di grosso stava per accadere .
Cosa ancora più strana , mi aveva fatto anticipare il bagno della domenica , e non facendomi usare il solito sapone grezzo , ma quello speciale...profumato alla lavanda ,che la mamma usava in rare occasioni ; inoltre mi era stato detto di indossare il vestito buono , che non era molto bello ,ma almeno non aveva rammendi. Ero sempre felice d'indossarlo , perchè era del mio colore preferito : il celeste .Mentre mi preparavo nella mia stanza , mia madre decise di lasciarmi i capelli sciolti , trattenuti con un cerchietto , che conservava da anni con tanta avidità : bianco con tante roselline rosa ,  ricevuto in dono da sua mamma per il suo matrimonio.
Tutto ciò era alquanto strano e cominciava a turbarmi , così mentre lei mi sistemava i capelli , trovai il coraggio di chiedere cosa stesse succedendo e la sua risposta non mi piacque.....
                            Era l'ora di Sposarsi e mio padre aveva scelto il giusto marito per me .

Siete curiosi di sapere che tipo d'uomo aveva riputato giusto per sua figlia?
Se lo siete dovrete aspettare il prossimo lunedì ....spero di ritrovarvi per il continuo ...
                                                                 sempre vostra Rosa

domenica 5 febbraio 2012

Dorothy Gilman famosa autrice americana della serie di 14 libri sulla " Signora Pollifax"



è notizia di ieri della morte  della scrittrice ottantottenne di gialli americana ,Dorothy Gilman, che nel 1966 pubblicò " L'insospettabile signora Pollifax " il primo di una serie di 16 romanzi la cui protagonista era , appunto ,la Signora Pollifax; una simpatica e frizzante sessantenne in pensione , che diviene  agente della Cia.

DOROTHY GILMAN comincia a scrivere quand'era ancora bambina, e a undici anni vince
un premio di tre dollari per una novella che aveva inviato a un giornale.
Appassionata d'arte, frequenta per qualche tempo una scuola artistica della Pennsylvania.
A ventidue anni, quando in lei si risveglia la vocazione di scrittrice, comincia a scrivere i suoi primi racconti per giovani lettori.
Anni dopo, quando decide di cimentarsi con un romanzo per adulti, si chiede "Perché non scrivere una storia imperniata su una donna cui capiti tutto quello che vorrei capitasse a me?"
Crea il personaggio della simpatica e arzilla Emily Pollifax ,in un periodo in cui era costretta a stare in casa per badare ai figli, ancora piccoli.
Stanca di quel monotono trantran quotidiano, ma non potendo appagare i suoi desideri d'evasione e di viaggi
in terre lontane, pensa d'inventare un personaggio che potesse realizzare quei sogni invece sua.
Nacque cosí il suo primo romanzo," La sorprendente signora Pollifax", che ottenne subito uno strepltoso successo e fu seguito a ruota da altri due: "La strabiliante signora Pollifax "e "La signora Pollifax vince ancora", tutti pubblicati da SELEZIONE DAL READER'S DIGEST.
Prima di scrivere" La signora Pollifax va a un safari "la Gilman si è recata personalmente nello Zambia.
Cresciuta a New Brunswick, nel New Jersey, in un presbiterio dove il padre era ministro del culto battista, fin da bambina era stata affascinata dalle anziane ed eccentriche signore della parrocchia, che sembravano perdere, con deliziosa naturalezza, molte delle loro inibizioni proprio grazie all'età avanzata e, di punto in bianco, intraprendevano carriere impensate. Cosí, Dorothy Gilman, sullo spunto di quelle impressioni di un tempo, ha proiettato sé stessa nel futuro e ha spedito il personaggio da lei ideato a vivere i suoi stessi sogni. E' stata una vera formula magica.
Dopo il successo ottenuto con i sui  romanzi, l'autrice  ha cominciato a viaggiare: tre viaggi in Europa, uno in Bulgaria, un altro a Maiorca,e, ultimamente,  in Svizzera e in Italia .
Non è arrivata fino a imparare il karatè, che la signora Pollifax usa con tanta efficacia,
ma ha frequentato delle lezioni di judo;e dopo "essere stata scaraventata di qua e di là per una sera",  ha preferito abbandonare il corso;successivamente ha praticato con passione lo yoga.
L'ultimo libro della serie è stato pubblicato nel 1985 ,"Mrs .Pollifax and the Hong Kong Buddha".
Dai suoi romanzi è stata tratto, nel 1971 un film " La Signora Pollifax , la Spia " interpretato da Rosalind Russell, e  nel 1999 un famoso film per la televisione , interpretato da Angela Landsbury " “The Unexpected Mrs. Pollifax” (1999) uscito in Italia nel 2004 su Rete 4.
Trama
Emily Pollifax (Angela Lansbury) è un'anziana e mite vedova che vive in un paese di provincia del New Jersey. Su consiglio del proprio medico, decide di dare una svolta alla propria vita rispolverando vecchie ambizioni precedentemetne messe da parte. Emily decide allora di diventare agente della CIA: alcune strane coincidenze fanno si che la donna venga confusa per una vera agente e mandata in missione in Marocco. In Africa viene rapita dal controspionaggio e condotta a Parigi insieme ad un altro agente, Jack Farrell (Thomas Ian Griffith). La signora Pollifax riesce ad imbrogliare il suo sequestratore e così i due raggiungono l'ambasciata americana. Il capo della CIA consiglia alla donna di rientrare in patria e dimenticare tutto l'accaduto, ma ovviamente la signora Pollifax non si lascerà dissuadere e seguirà le tracce di una pericolosa torturatrice fino a Ginevra, dove si troverà ad affrontare un'asta di ordigni nucleari rubati al KGB.
L'ultimo suo romanzo risale al 2002 dal titolo "Kaleidoscope",ma in Italia  non è stato tradotto .

 In omaggio alla scrittrice pubblico il primo capitolo de :
LA STRABILIANTE SIGNORA POLLIFAX.


Ritorna il sirnpatico personaggio di Emily Pollifax,
l'anziana signora che alterna la preparazione di pasticcini per le riunioni domenicali del suo circolo con le lezioni di karatè e le imprese spionistiche.
Proprio una domenica, mentre, con il suo buffo cappellino a fiori in testa, l'arzilla vecchietta sta programmando di recarsi al circolo, squilla il telefono: č Bill Carstairs, della CIA, che già una volta si era avvalso del suo aiuto per una missione segreta, e che adesso ha ancora bisogno di lei.
Per quale incarico? Molto semplice: si tratta solo di andare a Istanbul, per consegnare denaro e passaporto falso a una misteriosa spia comunista che ha disertato.
E chi, meglio della signora Pollifax che, con la sua aria di placida nonnetta, č al di sopra di ogni sospetto, potrà svolgere questo incarico?
 Ma, nel mondo dello spionaggio, niente č mai semplice e scontato.
E cosí, ben presto, Emily Pollifax si trova non solo alle prese con una banda di spietati agenti nemici, ma anche nei guai con la polizia turca. Passando attraverso una serie di spericolate avventure in compagnia di un giovanotto inglese un po' svitato e di un originale membro della "mala" turca,
Emily Pollifax, grazie al suo disarmante candore e alla forza del suo carattere, riesce ancora una volta a portare felicemente a termine la sua missione.


Capitolo 1.


LA SIGNORA POLLIFAX era andata in chiesa, quella domenica mattina,
e in quel momento, mentre pranzava nella soleggiata cucina del suo alloggio, aveva ancora in testa il cappellino, un vero giardinetto di foglie verdi e margherite bianche. Aveva la tendenza a dimenticare di mettersi il cappello - anzi, da quando aveva cominciato a prendere lezioni di karatč, dimenticava molte cose - e siccome subito dopo pranzo sarebbe uscita di nuovo, se l'era addirittura tenuto in testa, per non doverci pensare piú. Cosí, la sua mente era libera di dedicarsi a cose piú importanti, quali il ripassare l'elenco dei punti di pressione o il modo di far perdere l'equilibrio all'avversario, usando il gomito, per colpirlo, e sferrando il colpo verso l'alto.
Ma la signora Pollifax era coscienziosa per natura, e se il manuale di karatč giaceva alla destra del piatto, alla sinistra era posata l'edizione domenicale del New York Times. Sospirò, combattuta, ma alla fine decise di cominciare dal Times, dando una rapida scorsa ai titoli.
'AGENTE COMUNISTA DISERTA A ISTANBUL  e POI SCOMPARE ' lesse.
 "La donna aveva cercato asilo nel Consolato britannico ed č misteriosamente scomparsa.
" Bene!" esclamò la signora Pollifax, tutta soddisfatta, e all'istante dimenticò sia il pranzo, sia il karatč. Alcuni mesi prima, un piccolo episodio di spionaggio si era inserito come un punto esclamativo nella lunga, serena vita della signora Pollifax, che, in seguito, aveva ripreso la sua esistenza tranquilla con un senso di arricchimento, di soddisfazione.
Quel giorno, s'immerse nel resoconto giornalistico con l'entusiasmo di una dilettante che si trovi di fronte alla sua controparte professionale:
l'agente che aveva disertato, infatti, non solo era una donna, ma aveva un passato talmente lungo da far sospettare alla signora Pollifax, che tra loro vi fossero ben pochi anni di differenza.
La donna era balzata alla ribalta della cronaca per essersi presentata al Consolato brittanico di Istanbul, senza fiato e con le vesti a brandelli, per chiedere aiuto.
Dopo essersi qualificata come Magda Ferenci-Sabo, era stata messa a letto - alle dieci di una sera d'estate - con un sedativo e una tazza di the.
Ma il mattino dopo era scomparsa, e nella capitale turca correva voce che fosse stata rapita.
Quella, in sé, era la notizia da prima pagina, ma la signora Pollifax cercò avidamente i particolari della vita di Magda Ferenci-Sabo, messi insieme da un giornalista intraprendente.
La storia era tale da scandalizzare e insieme istruire la signora Pollifax, che era stata una spia solo per poche settimane "Come bellezza internazionale degli anni trenta" commentava l' autore dell'articolo, "la Ferenci-Sabo era sempre presente nei luoghi piú adatti con le persone meno adatte." E c'era una fotografia scattata di lei - tutta denti e lunghe chiome che rideva su una spiaggia, con Mussolini.
Poi c'erano stati i matrimoni: prima, un playboy francese misteriosamente ucciso un anno dopo la luna di miele (il giornalista trovava il modo di insinuare che fosse stato assassinato dalla sposa); poi un tedesco ricchissimo, che in seguito era diventato un alto papavero del partito nazista;
e infine uno scrittore ungherese, comunista, di nome Ferenci-Sabo, che era stato ucciso nel 1956 da coloro che si battevano in nome della libertà.
Dopo la morte dello scrittore, la donna era scomparsa e si riteneva che si fosse rifugiata in Russia, dove, secondo le voci, sarebbe stata attivamente implicata in attivitŕ spionistiche. Che donna eccezionale, rifletteva la signora Pollifax; e, anche, che creatura spietata! Ma quali motivi poteva mai avere avuto per disertare? A malincuore, la signora Pollifax posò il giornale perché erano quasi le due e, prirna di uscire per trascorrere il pomeriggio domenicale al Circolo del Giardinaggio, dove proiettavano un film, voleva compilare la lista della spesa per le provviste della settimana.
Aveva appena cominciato, quando il telefono squillò.
Matita e foglietto in mano, la signora andò nel soggiorno e, prima di staccare il ricevitore, aggiunse alla lista: uova, succo d'arancia." Pronto.." disse distrattamente, ricordando che aveva promesso di portare dei biscotti fatti in casa al the dell' Associazione Artistica, la domenica successiva".. La signora Emily Pollifax? "domandò una voce squillante.
"Sono io" rispose la signora Pollifax, e scrisse ..zucchero, vaniglia, noci.".. Un momento, prego..." La punta della matita si spezzò, perché la signora Pollifax aveva riconosciuto una voce che non si aspettava piú di sentire.
"Buongiorno, signora Pollifax," stava dicendo quella voce." Sono proprio contento d'averla trovata in casa."
" Signor Carstairs! "esclamò lei.".. Oh, ma che piacere risentirla! "
"Grazie "disse amabilmente lui."Mi permette, signora, di farle un paio di domande? Cosí risparmieremo entrambi tempo prezioso."
"Ma si figuri!" replicò la signora Pollifax"..Per quanto, non riesco a immaginare niente che lei non sappia giù sul mio conto."
" Per esempio.."disse Carstairs, "..non so se lei sarebbe libera o addirittura se avesse voglia - di svolgere un altro lavoro per me.,"
" Ma certo!" rispose lei, mentre il suo cuore accelerava i battiti. Lo disse senza riflettere, ripromettendosi di pensarci sopra piú tardi. " Bene "disse Carstairs  e domanda :" č libera di partire tra mezz'ora?" La signora Pollifax ascoltava, incredula. Lo sguardo le cadde sulla lista della spesa, poi si spostò verso i piatti da lavare." Ma per dove?" lei  balbettò. "Per quanto tempo?" I1 tono di Carstairs era paziente." Mettiamola cosí: ha qualche impegno improrogabile tra oggi e domenica prossima? "
"Soltanto la mia lezione di karatč "disse la signora Pollifax"..E poi, devo servire il the all'Associazione Artistica, fra otto giorni.."
" Una combinazione interessante.." commentò seccamente Carstairs. "..Ha detto karatč?"
 " Sí, certo "confermò la signora Pollifax, in un impeto di entusiasmo. "Mi piace immensamente e credo anzi che Lorvale - il sergente di polizia a riposo Lorvale Brown - sia molto colpito dai miei progressi..." S'interruppe, sgomenta".. Cosa diavolo potrei dire, alla gente? Come potrei spiegare questa mia... fuga improvvisa?" 
 "Dica che sua nuora, a Chicago, č ammalata," suggerí Carstairs." Per esempio, potremmo far dirottare qui tutte le telefonate interurbane che suo figlio potrebbe ricevere dai suoi vicini di New Brunswick... ma č un problema che risolveremo in qualche modo. Conti su di noi."
"Sí !.." disse la signora Pollifax" ..Quand'è cosí, sarà meglio che riattacchi e che cominci a prepararmi. "
"Un'auto della polizia sarà alla sua porta fra ventidue minuti. La mia segretaria ha dato precise disposizioni nel momento stesso in cui lei ha detto di sí..."
" Come sta Bishop?" s'interessò maternamente la signora Pollifax.
"... e nel frattempo si prepari una valigetta. Entro un'ora avrà tutte le istruzioni. Arrivederla." Bruscamente, Carstairs riattaccò.
La signora Pollifax posò lentamente il ricevitore." Be'!", esclamò a fior di labbra, riflettendo sulla velocità con cui la vita poteva cambiare. Poi lo sguardo le cadde sull'orologio ed ebbe un sussulto. Data una sciacquatina ai piatti del pranzo, si cambiò in fretta, indossando l'abito a giacca di maglia blu scuro, si assestò il cappellino floreale sulla testa e mise in una valigetta delle scarpe da passeggio, un po' di crema emolliente e l'occorrente da viaggio.
Scrisse alcuni biglietti per disdire le consegne a domicilio del latte e del giornale, poi telefonò a Lorvale." Parto per un viaggetto, Lorvale "spiegò. "Mi dispiace, ma mia nuora, a Chicago, ha bisogno di me per qualche giorno. Dovrò saltare la lezione di giovedí."
"Peccato" disse lui, in tono di rimprovero." Non avrà modo di esercitarsi nell'omo-tude, vero?"
" No, Lorvale" rispose lei, in tono solenne. Poi, scrisse un bigliettino per la signorina Hartshorne, la sua vicina di pianerottolo. Era l'impresa piú difficile, perché la signorina Hartshorne, a Natale, aveva conosciuto il figlio e la nuora della signora Pollifax. Il biglietto andava stilato con un tono abbastanza drammatico da giustificare la precipitosa partenza della signora Pollifax annullando cosí un impegno per pranzare insieme - e al tempo stesso doveva contenere informazioni abbastanza particolareggiate, affinché la signorina Hartshorne non si preoccupasse piú del necessario per la moglie di Robert e non telefonasse a Chicago.
Quando bussarono alla porta, la signora Pollifax era di nuovo al telefono essendo stata lí lí per dimenticare il the dell'Associazione Artistica.
" Avanti, č aperto" gridò, e si girò per fare un cenno al giovanotto che stava entrando nel soggiorno: senza dubbio, il poliziotto in borghese mandato dal signor Carstairs.
" C'è il mio taxi" spiegò alla presidentessa dell'Associazione." Arrivederci, mia cara."
" La signora Pollifax?" domandò il giovanotto, mentre lei posava il ricevitore.
"Tenente Mullin. Ho fuori l'auto, questa è la sua valigia? "
 " Sí grazie." La signora Pollifax prese la borsetta, poi esitò. Dando un'ultima occhiata al suo caro, familiare appartamento, si trovò per la prima volta a paragonare il mondo che stava per lasciare - conosciuto, sicuro, prevedibile - con quello nel quale stava per entrare : incerto, difficile e totalmente imprevedibile.
"Alla mia età..." mormorò, dubbiosa. E poi ricordò che alla sua età, meno di un anno prima, era stata tenuta prigioniera in Albania, per la durata di una settimana che si era rivelata estremamente movimentata e ricca di esperienze: prima di guidare un gruppetto di fuggiaschi fino all'Adriatico, lei aveva conosciuto due generali della Cina Rossa, una spia russa e un agente americano. Ben difficilmente li avrebbe conosciuti a New Brunswick, nel New Jersey!
" Abbiamo i minuti contati," le rammentò Mullin.
Si girò e guardò la signora Pollifax emettendo un profondo sospiro, mentre lei chiudeva con fermezza la porta dietro di sé. Poi, nell'infilare il biglietto per la signorina Hartshorne sotto la porta dell'appartamento 4-C, provò un improvviso senso di euforia: ecco che si era gettata in un'altra avventura.
Quando l'ascensore si aprí, al piano terreno, Mullin si affrettò a precederla, per aprirle la vetrata d'ingresso, poi insieme uscirono nella cappa di calore del pomeriggio di luglio. L'auto della polizia, senza alcun contrassegno, era ferma lungo il marciapiede, vicino a un divieto di sosta, e al volante c'era un secondo individuo. La signora Pollifax non aveva finito di prendere posto, con Mullin seduto accanto a lei, che giù il piede del conducente premette l'acceleratore, una sirena si mise a urlare e lei si ritrovò a fissare improvvisamente negli occhi il suo sbalordito pastore, che per un pelo non era stato travolto." C'est la vie! ":gli gridò lei allegramente, agitando la mano per salutarlo, e in men che non si dica si lasciarono la città alle spalle, tra veicoli che si spostavano precipitosamente a destra e a sinistra, incalzati dalla sirena. Pochi istanti dopo, varcarono i cancelli del piccolo aeroporto locale. L'auto della polizia attraversò sobbalzando il campo e si arrestò, con uno stridore di freni, davanti a un elicottero le cui pale stavano girando schiaffeggiando l'aria. La signora Pollifax, disperatamente aggrappata al suo floreale cappellino, venne sospinta dentro l'elicottero; non aveva ancora finito di riappuntare gli spilloni del cappellino, che stavano atterrando in un aeroporto molto piú grande. Evidentemente, erano aspettati: un uomo con uno stazzonato abito nocciola scese da una macchina in attesa e corse verso di loro. "La signora Pollifax!" urlò, mentre lei, dalla cabina, gli piombava praticamente tra le braccia. Da questa parte, stanno trattenendo l'aereo. "Mi chiamo Jamison. Sí, ma dove sono? "ansimò lei. "E dove sto andando?" 
" all'Aeroporto Internazionale Kennedy "la informò Jamison, che intanto la faceva correre verso la rnacchina. "Quell'apparecchio laggiú è il volo per Washington, dove Carstairs le darà le istruzioni, prima che lei lasci il Paese." Cosí, doveva lasciare il Paese, la signora Pollifax avvertí il brivido dell'irrevocabile, di forze in movimento che non era piú possibile arrestare. L'auto si fermò, la portiera venne spalancata e lei fu sospinta su per la scaletta e dentro l'aereo, dove all'istante lei e Jamison furono cacciati a sedere nei loro posti, con le cinture allacciate. Meno di un'ora dopo, atterravano di nuovo" Aeroporto Dulles "annunciò Jamison. La guidò attraverso il terminal, fino all'area di parcheggio. Da una lunga limousine nera emcrse Carstairs, alto, asciutto, i capelli a spazzola di un candore argenteo contro la faccia abbronzata "Buongiorno, signora Pollifax" la salutò serio "
" Sono felice di rivederla!" esclamò la signora Pollifax, stringendogli la mano" Sembra che sia passato tanto tempo. Le cose come vanno?"
 Allegramente, Carstairs replicò: "In modo abominevole, come sempre " Indicò con un cenno un giovanotto dall'aria impassibile, in completo scuro e cravatta nera" Permetta che le presenti Henry Miles.Dovrà tenerla d'occhio." Poi, aggiunse con un lieve sorriso:" Stavolta non intendo correre rischi. Coraggio, Jamison, accompagni Henry al posto ventidue e si assicuri che l'aereo non ci scappi!" E, rivolto alla signora Pollifax:" Lei è in partenza per Istanbul. Venga a sedersi nella mia macchina: abbiamo soltanto un quarto d'ora, per parlare."
" ISTANBUL! "esclamò la signora Pollifax.
" Sí, con un delicato incarico di corriere ,  che si è rivelato necessario soltanto mezz'ora prima che io le telefonassi." Erano seduti sui sedili posteriori della limollsine." Ma pensi" osservò la signora Pollifax" stavo leggendo nel giornale, poco prima che telefonasse lei, un articolo che parlava appunto di Istanbul! Per caso, l'incarico che vuole affidarmi ha qualcosa a che fare con Ferenci-Sabo, quella spia comunista che ha tentato di disertare?"
" Proprio cosí!" assicurò Carstairs e fece scorrere la lampo di una cartella zeppa di carte. "Salvo che sono successe parecchie cose, dopo le notizie riferite dal giornale. La Ferenci-SabO, Dio sa in che modo è arrivata venerdí sera al Consolato britannico, dove è stata accolta. No, non è stata ritrovata. Ora, a Istanbul sarà circa mezzanotte, e in due giorni la città si è riempita agenti piovuti da tutte le parti del globo, nella speranza, a seconda della loro collocazione politica, o di trovare la Ferenci-Sabo e offrirle rifugio nei loro rispettivi Paesi, o di stanarla per ridurla al silenzio."
" E' stata proprio rapita," allora commentò la signora Pollifax" pensavo che potessero essere stati gli Inglesi, a nasconderla da qualche parte."
"è stata rapita, sí .."confermò Carstairs, con aria truce,".. e noi riteniamo dai comunisti. Il fatto curioso č che sia stata rapita, e non assassinata. Infatti, se lo scopo dei rapitori era di chiuderle la bocca, sarebbe bastato che la uccidessero nel suo letto, lí al Consolato. Perciò, si direbbe che, per loro, la Ferenci-Sabo sia piú preziosa da viva che da morta. Ho pensato a lei, signora Pollifax, perché, in una città che pullula di professionisti, lei, con la sua aria non corrotta e assolutamente non professionale, non desterebbe il minimo sospetto; e perché, al tempo stesso.." e un sorriso astuto gli strinse le labbra, "..lei ha gi dato prova d'essere un corriere ricco di risorse."
" Grazie "disse la signora," ma un corriere in che senso? "
Tranquillamente, lui annunciò:" Abbiamo avuto notizie dalla Ferenci-Sabo."
"Da Lei?" domandò la signora, stupita." La CIA? Ma come? Perché?"  Carstairs alzò una mano" La prego. Non sappiamo quasi niente, tranne che a quanto pare è viva, è sfuggita ai suoi rapitori e si nasconde a Istanbul. Il messaggio, che ci è arrivato nella tarda mattinata, diceva soltanto che la Ferenci-Sabo si sarebbe recata ogni sera alle otto nell'atrio dell'albergo Itep - un alberghetto turco, nella città vecchia - e avrebbe cercato di qualcuno che avesse avuto con sé una copia di Via col vento. A causa della differenza d'orario, abbiamo appena fatto in tempo ad avvertire il nostro agente, a Istanbul, perché si presentasse all'Itep con il libro, alle otto in punto.." Carstairs strinse le labbra." La notizia della sua morte ci è arrivata mezz'ora prima che io le telefonassi, signora Pollifax. Non posso credere che si tratti di una disgrazia."
" Oh, poveretto!" esclamò, rattristata, la signora Pollifax.
" Già. Alle otto e un quarto è stato visto uscire dall'albergo in compagnia di una donna, quando all'improvviso un'automobile, sfuggita al controllo del guidatore, l'ha inchiodato contro un muro, uccidendolo.La donna si è dileguata tra la folla. In effetti lei dovrà sostituire un morto, signora Pollifax, ma con una differenza: nessuno potrebbe  mai sospettarla d'essere un agente. Nel mondo dello spionaggio, esistono solo due persone viventi che l'abbiano mai incontrata ed č cosí che intendo lasciare le cose. Henry Miles non sa niente, salvo che lei dovrà essere tenuta sotto sorveglianza. Lei non dovrà mandare telegrammi né mettersi in alcun modo in contatto con me. Non dovrà fidarsi di nessuno e, soprattutto.." concluse Carstairs, in tono truce,".. faccia attenzione ai conducenti spericolati, quando attraverserà le strade di Istanbul. E ora le farà piacere sapere che questa volta viaggia con un passaporto regolare, approntato per lei nel giro di un'ora."
" Ah, bene "disse la signora Pollifax, mentre lui le porgeva il passaporto." E c'č perfino la mia fotografia!"
" Sí, come forse ricorderà, gliene avevamo scattata una per i nostri schedari. E qui c'č del denaro.." aggiunse, porgendole una busta.".. E' parecchio, data l'imprevedibilità della... ehm... situazione. E in questa seconda busta c'č denaro per la Ferenci-Sabo, oltre a un passaporto per lei, intestato a un altro nome. Dovrà applicarvi solo la fotografia, ma ci sono tutti i timbri necessari per dimostrare che č entrata legalmente in Turchia una settimana fa, come cittadina americana. Dopo che le avrà dato l'aiuto di cui potrà avere bisogno, lei, signora, dovrà sparire. Qui ci sono i biglietti per il viaggio aggiunse, nonché una copia particolarmente vistosa di Via col vento. Le abbiamo già prenotato una camera all'albergo Itep; anche Henry Miles avrà una stanza, lì, ma lei dovrà evitare di incontrarlo, capito? E sabato mattina, anche se non sarà riuscita a mettersi in contatto con la FerenciSabo, dovrà prendere l'aereo del ritorno."
" Un viaggio fino in Turchia e ritorno in soli sei giorni?" osservò la signora Pollifax." Ma caro signor Carstairs, praticamente tornerò in tempo per il the dell'Associazione Artistica di domenica prossima!" 
" In effetti, č cosí "confermò lui. Tirò fuori un foglietto." Le do il nome di un tale, a Istanbul, del quale potrà fidarsi, in caso di emergenza. Vive lì da diversi anni, e potrà rivolgersi a lui per averne aiuti e consiglio... ma solo se non le resterà piú nessun'altra risorsa. Occupa una posizione di grande rilievo, perciò sia discreta, la prego, se andrà da lui."
" Un agente?" s'informò tutta contenta la signora Pollifax. Carstairs parve contrariato." Vorrei pregarla di non balzare a conclusioni cosí drammatiche. Si tratta del dottor Guillaume Belleaux, un noto criminologo, che scrive e insegna. Su questo foglietto sono indicati il suo indirizzo privato e il nome dell'università presso la quale insegna. Non occorre che lo tenga nascosto. Il dottor Belleaux è stimatissimo, tanto dal governo turco quanto dal nostro, e qualsiasi turista sarebbe perfettamente in diritto di avere con sé questo nominativo." Sorrise.
" Bene."
" Nessuna domanda? "
"Sí " disse lei, parlando lentamente. "Avete organizzato un incontro con una donna che è notoriamente un'agente comunista.."Esitò".. D'altra parte, non l'ha vista nessuno, e un vostro agente a Istanbul è stato ucciso mentre tentava di mettersi in contatto con lei. Non sospettate che si tratti di una trappola?" Carstairs accennò un sorriso" Ottima obiezione, signora Pollifax, ed è proprio per questo che ho insistito per darle le istruzioni personalmente." Le porse un foglietto giallo. Guardi, ecco come siamo stati avvertiti dell'appuntamento all'albergo Itep. La signora Pollifax lesse:.." ISTANBUL: ARRIVATA ORE SEI. GODUTO SOGGIORNO OTTO ORE ITEP HOTEL. GRADIREI POTESTE RAGGIUNGERMI. MANDATE REGINA ROSSA O FANTE NERO PRIMA Dl VENERDI. ALICE DEXTER WHITE .."
La signora Pollifax aggrottava la fronte." Dovrei sapere che cosa significa? "
Carstairs rise" Al contrario! Gli addetti al cifrario hanno dovuto recarsi diverse volte in archivio, per decifrare questo messaggio, compilato in base a uno dei codici usati da un piccolo gruppo di agenti che lavorava nella Parigi occupata dai Tedeschi, durante la seconda guerra mondiale. Il codice Sei - ossia quello adoperato per questo messaggio, come lo indica l'ora dell'arrivo - significava automaticamente di recarsi a un appuntamento nell'atrio di un albergo, con una copia di Via col vento qualora fosse stato necessario farsi riconoscere. Il codice Cinque designava come luogo dell'appuntamento una stazione della metropolitana, e in quel caso il segno di riconoscimento era una Bibbia, mi pare, e cosí via. La Regina Rossa era un'agente di nome Agatha Simms, uccisa purtroppo diversi anni fa, a Hong Kong, e il Fante Nero era un altro agente di quello stesso gruppo"
"E Alice Dexter White? "domandò la signora Pollifax.
Carstairs fissò la cartella, che teneva sulle ginocchia." Una mia carissima amica, ed ecco perché c'entro anch'io, in questa storia disse in tono sommesso. Una donna eccezionale, cui debbo la vita ben due volte, e con la quale ho lavorato durante quegli anni di guerra." Fissò gli occhi in quelli di lei e batté sul cablo." Alice Dexter White è il nome in codice. In realtà, si chiama Magda Ferenci-Sabo"
La signora Pollifax trattenne istintivamente il respiro" Santo cielo" balbettò, "ma questo capovolge tutto!".......(fine 1° capitolo )






 

giovedì 2 febbraio 2012