mercoledì 18 gennaio 2017

" ARCOBALENO E L'AMICIZIA" DI YVONNE ORSI



Siete pronti bambini per un nuovo racconto
Siiiiiiiiiiiiiii
allora iniziamo :

Risultati immagini per sfondo arcobaleno


                                   ARCOBALENO e L'AMICIZIA                                    


Nel villaggio di Arcobaleno da quando fu sconfitto l'uomo Nero , regnò la pace e felicità.
Un giorno come tanti altri in una bellissima giornata di sole , la gente del villaggio era indaffarata per i preparativi della festa dei colori di ogni anno, si davano tutti un gran da fare , chi pensava alle luci colorate, chi agli addobbi e festoni , chi ai fiori, altri al cibo, divertimenti e balli.
Quella stessa sera iniziarono i festeggiamenti, ma a una certa ora arrivarono sulla pista da ballo due animaletti parlanti , uno assomigliava a una specie di diavoletto cicciotto con le corna , ma senza coda , non tanto alto all'incirca poco più alto di un gatto, si presentò con il nome " Ciuffetto ", forse perché in mezzo alle corna aveva un folto ciuffo rosso , il suo amico invece era metà uomo dalla vita in su e metà bestia dalla vita in giù , aveva due gambe come quelle di un cinghiale , una coda lunga e folta come quella di una volpe , due braccia muscolose come un palestrato , un bellissimo viso con cappelli neri e poco più alto di un maiale, si presentò con il nome " Elextro" ;chiesero alla popolazione aiuto e ospitalità per la loro brutta sorte subita, dissero che nel loro paese arrivò un orco con un occhio solo dove lanciava laser di luce distruggendo tutto, trasformando le persone in mostri come loro e così costretti alla fuga.
Furono felici di accoglierli ed  erano i ben venuti.
I figli della famiglia Cappuccini crescevano e in poco tempo impararono ad usare i loro poteri, come anche l'unico figlio della famiglia Fiori, frequentavano la migliore scuola di magia ,li , conobbero dei nuovi amici , uno in particolare a loro molto simpatico di nome Kiwi che portava sempre con se un Kiwi magico in tasca e la sua piccola inseparabile sorellina di due anni di nome Fragolina della famiglia Fruttini , composta da mamma Melarossa che portava sempre con se una mela  magica e papà Caco che portava sempre con se un caco di forti poteri magici , capace di trasformare tutto ciò che toccava in poltiglia , bastava lanciarlo contro il nemico.
 La gente di Arcobaleno trascorse un anno tranquillo e i forestieri ben presto si adattarono alla nuova vita, erano solo tristi di non riuscire a riprendere le loro sembianze umane , ma l'incantesimo dell'orco parlava chiaro : "Potrete riavere i vostri corpi umani se l'orco riuscirete a sconfiggere e l'oro nascosto a trovare ; così il popolo a queste parole si diedero da fare per trovarlo , alcuni lo fecero non solo per l'aiuto degli stranieri , ma anche per diventare ricchi . Cercarono in tutti i posti del villaggio e al di fuori, ma dell'oro nessuna traccia.
Un bel giorno di sole gli amichetti Arancino, Vio, Smeraldo, Gelsomino, Kiwi e la sua inseparabile sorellina, decisero di andare a giocare nella miniera a qualche chilometro dal paese , portando con loro provviste di cibo.
 I bambini giocavano spensierati a fare i minatori , quando ad un certo punto si accorsero della scomparsa di Fragolina , ma lo spavento durò poco , trovarono un passaggio in una spaccatura nella roccia che portava a uno stanzone , all'interno c'era Fragolina che giocava con uno scrigno ben chiuso da corde che formavano un cuore.
Gelsomino era veramente un ragazzino sveglio e in gamba , riuscì ad aprirlo e con loro meraviglia scoppiarono a ridere , pensavano a l'oro , gioielli ,ma in realtà nascondeva un segreto , una mappa del tesoro in pelle con su inciso queste parole : " Voi puri di cuore , che non badate alla ricchezza , ma all'amore sincero dell'amicizia , sarete ricchi dentro all'anima e ciò vi può portare solo del bene ; ma attenti quelli che si lasciano ingannare dall'avidità ! A quelli non puri di cuore , comporterà il litigio fra amici , il male si impossesserà di voi."
All'istante sotto ai loro occhi comparvero gioielli , lingotti d'oro e pietre preziose ;ma per i nostri eroi non fu un problema , la loro amicizia era sincera e forte , decisero così di portare lo scrigno ad  Arcobaleno , lo rinchiusero e tutta quella meraviglia scomparve (avevano superato la prova).
Le famiglie Fruttini , Fiori e Cappuccini decisero di bruciare lo scrigno per far finire il massacro.
Gli abitanti tornarono in se, ma li aspettavano di sconfiggere ancora l'orco.
I due forestieri aiutarono per la preparazione delle magie.
Passarono un paio di mesi prima dell'arrivo del nemico , a quel punto erano pronti a combattere.
Orco : "Come avete osato bruciare il mio scrigno della verità sull'amicizia ?, ora distruggerò tutto e voi sarete trasformati in mostri !!! ", ma Blu a queste parole fu pronto a lanciare in aria la sua mantella magica e subito si formò un vortice blu , l'orco riuscì a resistere , così toccò a Tulipano , lanciò verso di lui il suo magico fiore dai petali taglienti , lo ferirono soltanto ; con il suo unico occhio continuava a mandare laser di luce in tutte le direzioni distruggendo quello che incontrava alla sua vista.
Ormai gli amici erano quasi convinti di non farcela , fino a quando l'uomo Caco , lanciò al nemico il suo magico frutto colpendolo in pieno , si trasformò in poltiglia , liberando così dall'incantesimo i due forestieri Ciuffetto ed Elextro riprendendo le loro originarie sembianze umane , e il villaggio di Arcobaleno trionfò e regnò di nuovo la pace e la felicità con una ricchezza in più...
l'amicizia più forte e sincera tra loro.


E voi bambini avete dei veri amici ?
se la risposta è si , mi raccomando non fateveli scappare l'amicizia è un tesoro raro e inestimabile



sabato 18 aprile 2015

YOU and ME


Le strade che percorriamo tutti i giorni sono piene di storie da raccontare , le vediamo scritte sui volti delle persone che incontriamo sull'autobus , per la strada ,  sull'auto all'incrocio fermi ad aspettare che il semaforo diventi verde . 
è in quel momento in cui sto aspettando di ripartire, che mi piace scrutare nella macchina a mio fianco ,giusto per vedere chi il destino mi ha fatto avvicinare.
Guardo i loro  occhi per carpire un po' della loro vita , delle passioni che li motivano , i segni del loro viso per la sofferenza e la fatica ,che li accompagnano nel lungo viaggio  . 
Come se in quell'istante, fossero li per  raccontarmi  briciole d'esistenza  .  



YOU AND ME
MILANO
Noi siamo fatti così , litighiamo in tutte le occasioni senza mai risparmiarci . E’ inutile ,noi, siamo consapevoli della nostra diversità e non cessiamo mai di ricordarcelo , di metterla in mostra davanti a tutti , spesso con ironia e altre con un pizzico di cattiveria . credo ci faccia sentire vivi .
Lui ha sempre caldo, mentre io ho sempre freddo , in macchina non fa altro che attaccare il condizionatore a manetta ,così che, dopo 10 minuti, mi battono i denti ed inizio a starnutire come una matta , gli dico che mi viene  mal di testa ,ma a lui non interessa “ha caldo”,sono io che sono nevrotica  e s'incazza pure se mi metto la giacca”Sei la solita esagerata !”certo sono esagerata pure d'inverno quando attacco il riscaldamento e lui apre il finestrino perché “tutto sto caldo mi fa venire nausea !”
Lui ha un grande senso dell'orientamento , io nessuno .Se andiamo a visitare qualche città nuova le basta un'occhiata alla cartina stradale per sapere dov'è , io devo accendermi il navigatore satellitare per riuscire ad uscire dal mio quartiere .Lui dopo un giorno che gira  si ricorda ogni via e senso unico , come se ci abitasse lì  da una vita . io se potessi chiedei indicazioni ad ogni passante che incontro , se non ci fosse lui ad impedirmelo -Hai  il navigatore cosa vuoi di più? pure l'autista che ti porti in giro !- e  penso  che non sarebbe una cattiva idea .
Ama i viaggi , le città straniere , i musei , i teatri , i ristoranti  , io la mia città e fare i  brunch e shopping con le amiche .Se gli racconto il mio pomeriggio ,  mi dice che è tutto sbagliato , che non mi so organizzare senza di lui.
Dice che manco di curiosità , mentre lui ce l'ha e si è fatto una vera cultura di ciò che lo attira ,mentre io ho la cultura del nulla .
Non sta mai fermo , ha sempre qualcosa da fare , quando torno alla sera  dal lavoro e ho finito di fare le faccende , non riesco a sdraiarmi 5 minuti sul divano, perché mi dà della pigra , e letteralmente mi trascina fuori casa , c'è sempre qualcuno da andare a trovare , o qualche mostra da vedere , o conferenza da sentire , e tra uno sbadiglio e l'altro riesco a star seduta solo quando sono in macchina.
Lui odia quando mi porto dietro  le mie amiche con i loro cagnolini, i bambini che mangiano o bevono  e me quando vado a comprare i fiori al mercato e riempio il portabagagli di vasi e terriccio, mi rimprovera di continuo “hai preso la macchina per un furgone “ .Se fosse per lui, non dovrebbe salire nessuno, neppure i nostri nipotini, ogni volta che gliela restituisco, devo controllare che tutto sia in perfetto ordine, né un pelo, né una briciola, una carta o un granello di terra sui tappetini. Per non sentirlo passo sempre dall’autolavaggio, vicino a casa, ormai lo sanno, sono diventata un habitué. Ciò nonostante riesce sempre a trovare qualcosa di cui lamentarsi, e quando non sa che dire, mi chiede se ho fatto controllare l’olio o gonfiare le gomme, come se la mia priorità fosse di andare dal meccanico, so benissimo che ci pensa già lui, “ Certo, fosse per te la porteresti quando le spie del cruscotto sono tutte accese !”
Quando siamo insieme, non vuole che guidi, non mi sopporta al volante, o vado troppo piano, o troppo forte, o sono troppo distratta e quando parcheggio urla come un’aquila, così che nel dubbio di sbagliare lascio fare a lui…ma quando è lui a cadere in fallo, glielo rinfaccio sino all’esasperazione. Sì, mi piace infierire sul suo orgoglio, del resto lui non perde mai occasione di ricordarmi la volta che ho rigato inavvertitamente il paraurti  contro il muretto del giardino, davanti a casa , ancora adesso ,dopo 15 anni. La cosa buffa è che dice di non avere buona memoria, quando lo mando a fare la spesa riesce sempre a dimenticare qualcosa, o a comprare quello che non mi serve, anche se glielo scrivo. Sembra farlo apposta e anche quando gli chiedo se si ricorda dei nostri primi incontri 30 anni fa ,dice di no , ma io non ci credo . La prima volta che ci siamo conosciuti fu nella piazza del paese, al tramonto, lo vidi arrivare con la sua nuova Y   rossa stupenda , appena uscita dal concessionario . Aveva lavorato due anni col padre, dopo la scuola, per potersela comperare, e la sfoggiava come si fa con un trofeo. Fu proprio in quell’occasione che ci presentarono . Restammo sino all’alba a parlare della nostra vita , come due amici se si conoscevano da sempre .Sicuri del fatto che il paese dove abitavamo era troppo piccolo per le nostre aspirazioni , mentre una città come Milano ci  avrebbe sicuramente  permesso di realizzare i nostri sogni. Che notte, non  la scorderò mai , anche perché fu la prima volta che trovai i miei ad aspettarmi in piedi e mi sembra di  sentire  ancora il bruciore delle cinque dita , sulla guancia . Dopo un po’ tempo , quando mi fu concesso di  tornare  ad uscire ,lo rincontrai ed iniziammo a frequentarci regolarmente . Una domenica mi portò al mare in Liguria ad Alassio  , la prima volta che andavo senza  la famiglia al seguito.   Era un giovane brillante, pieno d’entusiasmo, così determinato che me ne innamorai e, pure per lui, fu un colpo di fulmine, lo so ! Da cosa lo capii? Perché fui l’unica cui fece guidare la sua auto .


TORINO
Ogni volta che prende la macchina lei ,è sempre la stessa storia ,mi ritrovo col serbatoio vuoto  , credo che abbia una sana avversione per il benzinaio, eppure si trova a soli due isolati da casa nostra, ma tanto ci pensa “il papà..” come dice sempre.
Certo , sono sempre io mi occupo di tutto, non  mi bastano otto ore di ufficio sotto la super visione di un  direttore deficiente ,   a cui devo far continuamente attenzione per evitare  errori colossali , soprattutto ora che il lavoro si è ridotto moltissimo e i clienti si contano sulle punta delle dita . In casa , non ne parliamo , c’è sempre qualcosa da aggiustare , la serratura del portoncino che cigola , il termosifone che gocciola , la cinghia della tapparella che è rotta . Uno crede di rientrare e potersi sdraiare sulla sua poltrona con il telecomando in mano a guardare il suo programma preferito. Scordatelo !
Arriva mia moglie ..“Mario , scusa c’e da guardare il sifone del lavabo , stamattina ho trovato allagato per terra”  , oppure mio figlio “papà lo scooter fa un rumore strano puoi venire in garage “ e poi c’è lei la mia primogenita “ … posso prendere la macchina stasera devo vedermi con le mie amiche andiamo al cinema “ .Ha appena preso la patente , ma non ha ancora trovato un lavoro che le permetta di comprarsi un’auto usata , anche se non è in quello che spera , visto che, ultimamente, continua a ripetermi ,che sarebbe l’ora che io cambiassi la macchina con una più nuova , così da lasciarle questa a lei ,” in fondo cosa ti serve lavorare tanto se poi ,non ti puoi comprare neppure un’auto nuova!” .
Furba vero! Ormai l’ha fatta già sua.  Ogni volta che salgo devo stare attento a non calpestare qualcosa sul tapettino  , caramelle , il rossetto , una penna , degli spiccioli . Perché lei ha un  brutto vizio, quando non riesce a trovare ,quello che le serve nella sua borsa ( come del resto succede a quasi tutte le donne ) , la  svuota sul sedile  ed inevitabilmente  quasi tutto le cade sotto.
Senza contare che ha riempito il cassettino portaoggetti di tutto quello che non riesce a portarsi dietro , compresi cd e chiavette usb di musica ,che riesce ad ascoltare solo lei. Giustamente quello che piace a me  è stato relegato in una scatola  di   plastica dietro nel portabagagli, insieme alla torcia , il giubbotto stradale e il libretto di manutenzione dell’auto.
E’ disordinata , sempre stata sin da piccola , mi lasciava i suoi disegni ovunque e  ogni settimana, quando pulivo la macchina ,ritrovavo sempre matite colorate e gommine profumate, che perdeva in continuazione . Ma ora è cresciuta e  mi fa venire il nervoso , non faccio altro che buttare via scontrini, cartacce,  che lei e le sue amiche  mi lasciano  per terra , e se non lo faccio, in poco tempo diventa una discarica  .Per questo  litighiamo spesso e la minaccio di non fargliela più guidare  , vorrei fosse un po’ più rispettosa verso di me , ma alla fine riesce sempre a spuntarla “ ...Scusami papi , non ti arrabbiare , lo sai che sono un po’ distratta . Ti prometto che non lo farò più , che metto tutto apposto e butto quello che non mi serve “ , ed io... ci casco sempre .Del resto mi sembra ancora di vederla li ,piccolina ,sopra al suo seggiolino , a fianco a me, che giro come un matto alle tre di notte per la città per farla addormentare, e quando credevo di esserci riuscito e spegnevo il motore per  fermarmi ,apriva quei grandi occhioni blu e iniziava a piangere disperata.Non mi sembra possibile ,che il tempo sia passato così velocemente , vorrei proteggerla sempre , come la prima volta che  all’ospedale,  l’ho tenuta stretta tra le mie braccia  , così indifesa,così delicata , avevo paura di farle male solo a guardarla , ero così spaventato . E lo sono pure ora , anche se non glielo dico ,infatti mi ritrovo spesso sveglio di notte ad aspettare che arrivi , anche se so, che è diventata una giovane donna affidabile e coscenziosa; inoltre  se guida lei , non beve e non rischia di farsi dare passaggi da qualche balordo conosciuto in discoteca o in qualche bar  . Insomma come dice mia moglie se non puoi batterli , allora alleati con” loro “ .      


 
 

 

lunedì 23 marzo 2015

ARCOBALENO di YVONNE ORSI

                                        




Questa favola è dedicata a tutti i bambini che non dovrebbero mai e poi mai vivere in un mondo senza colori.




                                             ARCOBALENO


C'era una volta un bel paesino chiamato Arcobaleno , il villaggio dei colori , dove vivevano tante famiglie felici, una di queste si chiamava Cappuccini , la mamma Rosa era una bellissima donna bionda con la pelle molto chiara e delicata , portava sempre una mantella con cappuccio  rosa    , il papà Blu che portava sempre una mantella con cappuccio Blu , era invece un uomo molto molto grosso e forte come una roccia , proteggeva tutta la famiglia che si sentivano al sicuro , soprattutto dall' uomo Nero , un tipo molto pericoloso e ombroso , si nascondeva nella sua mantella con cappuccio nero.
FotoLa famiglia Cappuccini aveva tre bellissimi bambini, il più grande Arancino portava sempre una mantella con cappuccio arancione per risaltare la sua vivacità e allegria , il secondo Vio  portava sempre una mantella con cappuccio viola per far risaltare la sua sensibilità e spiritualità più profonda e il più piccolo Smeraldo portava sempre una mantella con cappuccio verde per far risaltare la sua speranza per un futuro meraviglioso a contatto con la natura e tutti i colori dell'arcobaleno.
Un giorno nelle montagne oscure dove viveva l'uomo Nero , ci furono esaltazioni di pozioni magiche.
Uomo Nero : " EVVIVA !!! finalmente  sono riuscito a trovare come far sparire i colori dal villaggio Arcobaleno e impossessarmene  per poi trasformarlo in Tenebre dandogli il nome di villaggio Ombroso. AH AH AH  AH  sarà mioooooooooooooooo"
 In una notte tranquilla l'uomo nero si intrufolò  nella casa dei Cappuccini e ....
Uomo Nero:" ah ah ah  ora verso qualche goccia della mia pozione magica sulle mantelline  di tutti i bambini e i colori spariranno , poi proseguirò con le altre case   ah ah ah ah"
Il giorno successivo , al loro risveglio rimasero tutti spaventati , le mantelline dei bambini erano bianche , i colori spariti come nel resto della città;  Cappuccini Blu giurò di riportare i colori e la felicità nei cuori .
Blu :" allora chi si riunisce con me nella camminata verso le montagne oscure per affrontare l'uomo Nero e riprenderci i colori rubati ?"
Avevano paura , ma l'unica coraggiosa fu la famiglia Fiori , composta da mamma Margherita, che portava sempre nei bellissimi capelli castano chiaro una margherita , il papà Tulipano che portava sempre alla cintura un tulipano e  l'unico figlio Gelsomino che portava sempre con se legato al collo il gelsomino , che durante la notte gli era stato rubato.


Si riunirono con l'uomo Blu e da lì incominciarono la loro avventura verso l'oscurità.
Gelsomino :" mamma  , papà , ora che siamo arrivati al rifugio dell'uomo Nero e io sono piccolino e coraggioso , posso entrare nel piccolo passaggio che porta alle cantine e di lì entro facilmente in casa per aprirvi la porta secondaria , di modo che Nero non ci veda."
Mamma Margherita:" ottima idea figliolo "
papà Tulipano: "ok , noi saremo li ad aspettarti , ma stai attento."
Blu : "figliolo sei piccolo , ma veramente in gamba."
Riuscirono ad entrare con facilità , ma una volta dentro dovettero combattere con le guardie di Nero che nel frattempo dormiva con accanto una scatolina ben chiusa da un lucchetto stranamente colorato coi colori dell'arcobaleno.
I nostri protagonisti riuscirono a recuperare i colori,  e con fatica a liberarsi delle guardie , ma la parte più difficile era riuscire a recuperare i colori.




Blu :" Ecco l'uomo nero, accanto ha una scatolina con un lucchetto colorato , non vi sembra strano?"



Tulipano :" Si , penso nasconda li dentro i colori rubati."
Margherita che era silenziosa e delicata si avventurò nell'impresa , riuscendoci con successo.
FotoL'uomo Nero preso dall'ira sprigionava contro hai nostri amici tutta la sua rabbia scagliandogli fulmini che facevano brillare il celo , ma l'uomo Blu aveva un'arma segreta , la sua mantella Blu lanciandola in aria creava un vortice color Blu intenso spazzando via tutto quello che era nel suo percorso , compreso l'uomo Nero ; così nel villaggio di Arcobaleno ritornarono i colori e la felicità , recuperando anche i colori sulle montagne rubate un tempo da Nero.
Finisce qui questa favola , ma ancora tanti segreti e magie nasconde il villaggio di Arcobaleno.

lunedì 23 febbraio 2015

DONNE NEL MITO : ELSA MORANTE



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                     ELSA  MORANTE





 
Nasce a Roma nel 1912 e trascorre la giovinezza in forti ristrettezze economiche
in seguito alle quali inizia a collaborare con riviste e giornali. Nel 1941 sposa Alberto Moravia ed entra a pieno titolo nel mondo letterario italiano pubblicando ‘Il gioco segreto’  edito Garzanti .
 Dopo la guerra ottiene il successo pubblicando ‘Menzogna e sortilegio’, edito Enaudi 1948 , con cui  vinse il Premio Viareggio insieme allo scrittore Palazzeschi.
Tra il 1951 e il 1952 Elsa Morante tenne alla radio anche una rubrica di critica cinematografica, che si concluse con le sue dimissioni a causa di un atto di censura subito dalla dirigenza RAI.
 L'interesse per il cinema, comunque, non scemò, anzi si rafforzò grazie all'amicizia con Pasolini.
 Elsa fece un'apparizione, un breve cameo nel ruolo di una detenuta, nel film Accattone, del 1961; inoltre, fu quasi sempre accanto a Pasolini durante la lavorazione dei suoi film degli anni Sessanta.
 Fu presente sul set di Il Vangelo secondo Matteo in qualità di aiuto-regista (non accreditata), e collaborò spesso, in forma anonima, alla realizzazione delle colonne sonore di questi film; l'unica colonna sonora che le sia stata accreditata, però, è quella di Medea (1969).
 Infine, di Elsa Morante sono le parole della ballata che un giullare canta, sulle note di Nino Rota, nel film Romeo e Giulietta (1968) di Franco Zeffirelli.
Il successivo romanzo di Elsa Morante, L'isola di Arturo, uscì in Italia nel 1957, sempre per Einaudi, riscuotendo grande successo di pubblico e di critica (e vincendo il Premio Strega). Nel 1962 ne fu tratto anche un film omonimo, diretto da Damiano Damiani
Morante e Moravia si separarono nel 1961, senza però mai divorziare. Qualche anno prima Elsa Morante aveva avuto una burrascosa relazione con il regista Luchino Visconti, e in quei primi anni Sessanta si era legata al pittore newyorkese Bill Morrow (1936-1962), che morì precipitando da un grattacielo. Suoi amici di quegli anni furono il critico Cesare Garboli e l'attore Carlo Cecchi (i quali saranno poi i curatori delle sue Opere ne «I Meridiani» di Arnoldo Mondadori Editore).
 uscì nel 1974 romanzo La Storia ,  il libro, ambientato a Roma durante la seconda guerra mondiale, (per volere della scrittrice fu pubblicato direttamente in edizione economica, nella collana einaudiana de "Gli struzzi") ed ebbe subito un grande successo di vendite e fama internazionale; ma ricevette anche attacchi spietati da parte di molti critici militanti, sia di destra che di sinistra. Editor del libro La Storia, presso la casa editrice Einaudi, fu Elena De Angeli. Luigi Comencini ne trasse uno sceneggiato TV nel 1986, interpretato da Claudia Cardinale.
La scrittrice passa anni travagliati anche in seguito a problemi e disgrazie famigliari’.
 Ultima sua fatica sarà ‘Aracoeli’, cui segue un tentativo di suicidio e, infine, la morte, nel 1985.
 
 
Le poesie di Alibi di Elsa Morante furono pubblicate nel 1958 su spinta di Nico Naldini per Longanesi, in una collana di poesia inventata e improvvisata – creata lì per lì – in cui uscirono anche Croce e delizia di Sandro Penna e l’Usignolo della Chiesa cattolica di Pier Paolo Pasolini. Garzanti ripubblica questa raccolta nel 1988, poi nel 1990 nella collana “Gli elefanti”, mentre oggi la si trova in Einaudi (2004, Supercoralli, e 2012 ET Poesia).
 
 
Minna la siamese
Ho una bestiola, una gatta: il suo nome è Minna.
Ciò ch’io le metto nel piatto, essa mangia,
e ciò che le metto nella scodella, beve.
Sulle ginocchia mi viene, mi guarda, e poi dorme,
tale che mi dimentico d’averla. Ma se poi,
memore, a nome la chiamo, nel sonno un orecchio
le trema: ombrato dal suo nome è il suo sonno.

Se penso a quanto di secoli e cose noi due livide,
spaùro. Per me spaùro: ch’essa di ciò nulla sa.
Ma se la vedo con un filo scherzare, se miro
l’iridi sue celesti, l’allegria mi riprende.
I giorni di festa, che gli uomini tutti fan festa,
di lei pietà mi viene, che non distingue i giorni.
Perché celebri anch’essa, a pranzo le do un pesciolino;
né la causa essa intende: pur beata lo mangia.

Il cielo, per armarla, unghie le ha dato, e denti:
ma lei, tanto è gentile, sol per gioco li adopra.
Pietà mi viene al pensiero che, se pur la uccidessi,
processo io non ne avrei, né inferno, né prigione.

Tanto mi bacia, a volte, che d’esserle cara io m’illudo,
ma so che un’altra padrona, o me, per lei fa uguale.
Mi segue, sì da illudermi che tutto io sia per lei,
ma so che la mia morte non potrebbe sfiorarla…

(1941)
 
 
 

giovedì 19 febbraio 2015

LA RUGA DEL CRETINO DI ANDREA VITALI E MASSIMO PICOZZI

Un famoso  criminologo, una medium, una giovane contadina un po' strana , e un assassino misterioso, come jack lo squartatore.


Una prova letteraria che alla felicità narrativa unisce un desiderio di esplorazione che avvince il lettore

La terza figlia di Serpe Arcadio si chiama Beatrice , ed è nata storta.
Ha una macchia sulla guancia sinistra e ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane.
Chi la vuole una così? Chi  la prende anche solo come servetta di casa?
E'  l'agosto del 1893 e per i due coniugi , lavoranti presso il rettorato del santuario di Lezzeno, poco sopra Bellano , è arrivata l'occasione giusta.
Perché una devota , Giuditta Carvasana , venuta ad abitare da poco a villa Alba, è intenzionata a fare del bene, per esempio aiutare una giovane senza futuro.
Per Bice non sarebbe cosa da poco , perché la vita non pare riservarle un destino felice.
Come a quella povera fioraia di Torino massacrata per la strada.
A dire il vero, in quell'estate lontana , non è la prima vittima.
I loro corpi sono a disposizione della sala anatomica dell'università torinese, dove il dottor Ottolenghi del noto alienista Cesare Lombroso , li analizza con cura , convinto che dalla medicina possa venire un aiuto alle indagini , oltretutto , dalle tasche sventurate , salta fuori un biglietto con incomprensibili segni matematici.
Indicano un collegamento tra quelli morti?
E nel mirino dell'omicida può esserci finito lo stesso Lombroso , che già aveva ricevuto un analogo foglietto insidiosamente anonimo?
Trovare la soluzione non è cosa per cui possa bastare il rigore della scienza.
Forse , fantastica il Lombroso , lo spiritismo potrebbe dare un contributo.
Per quanto a praticarlo siano persone fuori dall'ordinario.
Un po' come la Bice , con quella sua macchia e che ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane....

scopri l'anteprima sul sito ufficiale: www.andreavitali.info

Andrea vitali nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l 'opera omnia il suo sito è : www.andreavitali.info

Massimo Picozzi  psichiatra e criminologo, è docente per i temi della comunicazione in situazioni di crisi presso l' Arma dei Carabinieri, SDA Bocconi e il sole 24 Ore , dove dirige il Master in Criminologia e Crimini Economici.
E' autore di ventiquattro volumi , tra i quali sei scritti con Carlo Lucarelli.

lunedì 16 febbraio 2015

DONNE NEL MITO : ORIANA FALLACI



-Alekos, cosa significa essere un uomo?
-Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell’umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’àncora. Significa lottare. E vincere. Guarda, più o meno quel che dice Kipling in quella poesia intitolata Se
-E per te cos’è un uomo?
-Direi che un uomo è ciò che sei tu, Alekos




È il 1° maggio del 1976 quando Alexandros Panagulis detto Alekos, eroe solitario nella lotta greca contro la tirannia e il Potere, muore tragicamente a causa di un «sospetto» incidente stradale.
Per partecipare al funerale, milioni di persone si accalcano per le strade di Atene al grido «Zi, zi, zi!, Vive, vive, vive». Si apre così, Un uomo, si apre dalla conclusione, dalla fine della vita di Alekos e della storia d’amore con Oriana.
L’incipit del libro, di una bellezza struggente, rappresenta certamente una delle vette letterarie raggiunte dalla Fallaci. Dopo il flash sul funerale, la narrazione riprende da qualche anno addietro, e il lettore rivive con Oriana il crollo di Panagulis, a partire dal suo tentativo di uccidere il tiranno Papadopulos e dal conseguente arresto.
Mantenendosi saldamente in bilico tra romanzo e reportage, la Fallaci narra la lotta personale di Alekos contro la tirannia, il suo disperato tentativo di fuga e l’inevitabile l’arresto – violento ed emblematico della rigidità del regime greco –, soffermandosi a lungo sulla detenzione, le costanti torture fisiche e psicologiche patite, il castigo esemplare inflitto al ribelle.
Condannato a morte infinite volte, era stato graziato infinite volte; torturato con barbarie indicibili, aveva resistito senza parlare, senza cedere alle minacce; e intanto la sua fama si era diffusa non soltanto all’interno dei confini greci e il regime non riusciva a trovare uno stratagemma per eliminarlo senza destar sospetti nell’opinione pubblica. È così che Alekos Panagulis, diventato ormai il paladino della resistenza greca, si era trasformato in un vero e proprio eroe del suo popolo.
Ma col tempo il popolo dimentica gli eroi, e «i suoi aguzzini» ben lo sapevano: dopo parecchi cambi di prigione e altrettanti tentativi di fuga, dopo mesi di sofferenze e innumerevoli scioperi della fame, per Alekos era stato costruito un carcere personalizzato, di super-sicurezza: Boiati. Rinchiuso per anni al buio in pochi metri quadrati, vittima della mancanza di cibo e di terribili condizioni igieniche, Alekos era forse impazzito? Le immagini disegnate dalle poesie che scriveva sui rarissimi pezzi di carta che gli capitavano sotto mano rasentavano forse la follia, o nel suo esilio forzato aveva trovato la forza sufficiente per progettare la vendetta e mantenersi sano di mente?
Oriana Fallaci, che dopo la scarcerazione lo incontrerà per un’intervista e vivrà con lui anni di amore, deliri e ossessioni, racconta in questo libro il periodo più bello e forse più tormentato della sua vita. Un amore profondo, viscerale, che si intreccia a una battaglia né pubblica né privata, alla ricerca disperata della libertà portata avanti da un eroe da tragedia greca, un sognatore inguaribile, forse soltanto un uomo.

Si tratta di un libro ,così complesso, di un libro pieno di libri.
 Guarda, potrei dire che è un romanzo ideologico: molti fra coloro che l'hanno letto sostengono che è anzitutto un romanzo ideologico.
 Ed è vero, senza dubbio è un romanzo ideologico. 
Potrei dire che è un romanzo verità: quasi tutti fra coloro che l'hanno letto lo 
definiscono un romanzo verità.
 Ed è vero, senza dubbio è anche un romanzo 
verità.
 Potrei dirti che è un romanzo sul Potere e l'anti Potere: alcuni lo vedono 
come un romanzo sul Potere e l'anti Potere. Ed è vero, è anche un romanzo sul 
Potere e l'anti Potere. 
Altri lo vedono come un romanzo classico, costruito come il romanzo inglese 
dell'Ottocento; altri come un romanzo moderno costruito con gli elementi della tragedia greca...
 Il fatto è che come ogni altra fatica, ogni altro lavoro, quando un 
libro è concluso vive di vita propria. E diventa ci che vi vedono gli altri.Non è più ciò che l'autore voleva che fosse. 
Domanda: E tu, cosa volevi che fosse?  
Un libro sulla solitudine dell'individuo che rifiuta d'essere catalogato, schematizzato incasellato dalle mode dalle ideologie, dalle società, dal Potere.
Un libro sulla tragedia del poeta che non vuol essere e non è uomo massa, strumento di coloro che comandano, di coloro che promettono, di coloro che spaventano; 
siano essi a destra o a sinistra o al centro o all'estrema destra o all'estrema 
sinistra o all'estremo centro. 

Un libro sull'eroe che si batte da solo per la libertà e  per la verità, senza arrendersi mai, e per questo muore ucciso da tutti: dai 
padroni e dai servi, dai violenti e dagli indifferenti.

Oriana Fallaci (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) è stata una scrittrice, giornalista e attivista italiana.
Partecipò giovanissima alla Resistenza italiana e fu la prima donna in Italia ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Durante gli ultimi anni di vita fecero discutere le sue dure prese di posizione contro l'Islam, in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 a New York, città dove viveva. Come scrittrice, con i suoi dodici libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo.
  • I sette peccati di Hollywood, Milano, Collana Il Cammeo, Longanesi, I° ed. luglio 1958.
  • Il sesso inutile. Viaggio intorno alla donna, Milano, Rizzoli, 1961.
  • Penelope alla guerra, Milano, Rizzoli, 1962.
    La storia si svolge a New York ed è la storia di una Penelope che non si rassegna al ruolo domestico di chi tesse la tela aspettando il ritorno di Ulisse ma, Ulisse lei stessa, viaggia alla ricerca della sua identità e della sua libertà.
  • Gli antipatici, Milano, Rizzoli, 1963.
  • Se il sole muore, Milano, Rizzoli, 1965.
  • Niente e così sia, Milano, Rizzoli, 1969.
    Reportage dalla guerra del Vietnam. Un lungo diario di guerra fino alla rivolta degli studenti di Città del Messico per rispondere alla domanda di una bambina: "La vita, cos'è?".
  • Quel giorno sulla Luna, Milano, Rizzoli, 1970.
  • Intervista con la storia, Milano, Rizzoli, 1974.
    Raccolta di interviste realizzate per L'Europeo soprattutto a personaggi politici. Tra gli altri: Henry Kissinger, il generale Giap, Golda Meir, Yasser Arafat, re Husayn di Giordania, Indira Gandhi, Ali Bhutto, Pietro Nenni, Giulio Andreotti, Giorgio Amendola, l'arcivescovo Makarios e Alekos Panagulis. Un confronto spesso a muso duro con il Potere incarnato negli uomini che lo detengono e che facendo la Storia determinano le vite di molti.
  • Lettera a un bambino mai nato, Milano, Rizzoli, 1975.
    È il primo grande successo della scrittrice toscana, bestseller in tutto il mondo. Fallaci immagina di parlare con il bambino che porta in grembo chiedendosi se sia giusto o meno donargli la vita. Il libro ha venduto 2 milioni di copie in Italia e 2 milioni e mezzo all'estero (tradotto in 22 versioni)
  • Un uomo, Milano, Rizzoli, 1979.
    Volume dedicato al suo compagno Alekos Panagulis, eroe della lotta contro la dittatura dei colonnelli in Grecia. Ha venduto 3 milioni e mezzo di copie.
  • Insciallah, Milano, Rizzoli, 1990.
    Romanzo ambientato in Libano ai tempi della guerra civile e del primo intervento dell'ONU (con il quale era presente anche una forza italiana, protagonista della storia) per fermare l'ondata di odio fondamentalista che investì la regione dopo l'arrivo dell'OLP di Arafat con migliaia di profughi arabi dalla Palestina.
  • La rabbia e l'orgoglio, Milano, Rizzoli, 2001. .
    Il libro riprende con varie aggiunte un lunghissimo articolo pubblicato dal quotidiano Il Corriere della sera il 29 settembre 2001. Il tono è quello di un pamphlet contro le dittature, il terrorismo, l'estremismo e il fanatismo religioso nati dall'Islam, ma anche contro la mediocrità dei governanti che, celandosi dietro il linguaggio politicamente corretto, tollerano e in certi casi favoriscono il propagarsi della cultura islamica nell'Occidente. Il libro ha suscitato molte critiche e polemiche per il suo taglio duro e per certe affermazioni che, inizialmente attribuite allo shock per gli attentati, in seguito sono state confermate dall'autrice e riprese nel libro successivo.
  • La forza della ragione, Milano, Rizzoli, 2004. Un libro di denuncia verso il declino culturale dell'Occidente e il pericolo rappresentato dagli immigrati musulmani che avendo un tasso di natalità più alto degli occidentali rischiano di trasformare l'Europa in "Eurabia". In questo libro, inizialmente concepito come un post scriptum del precedente, la Fallaci risponde ai violenti attacchi ricevuti da gruppi islamici, gruppi politici e movimenti facenti riferimento soprattutto alla sinistra a seguito della pubblicazione del volume del 2001. Contiene riferimenti a Mastro Cecco, alla cui figura l'autrice si richiama, un poeta-astronomo condannato per eresia dal Sant'Uffizio e bruciato vivo sul rogo nel 1328 insieme alle copie del suo libro, La Sfera Armillare
  • Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci, Milano, Corriere della Sera, 2004.
    Volume uscito nel mese di agosto per i lettori del Corriere della sera; vendette 800.000 copie nella sola estate.
  • Oriana Fallaci intervista sé stessa - L'Apocalisse, New York, Rizzoli international, 2004.
    Esce in libreria Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci con un nuovo titolo, varie aggiunte (la Fallaci narra il suo incontro con Bin Laden) e un nuovo capitolo (L'Apocalisse). È l'ultimo libro pubblicato prima della morte (nelle ultime pagine parla proprio di quest'argomento).